Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla è il titolo del primo romanzo postumo di
Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla, il titolo del romanzo postumo di un omaggio a Pàvana, paesino sull’Appennino tosco-emiliano. Il centro della provincia di Pistoia – dove la famiglia di Guccini si rifugiò durante la Seconda guerra mondiale – è divenuto il luogo dell’anima del grande cantautore e poeta, qui scomparso lo scorso 6 agosto.
Voce che ha segnato la storia della canzone italiana, autore di album fondamentali della canzone italiana come Due anni dopo (1970), Radici (1972), Stanze di vita quotidiana (1974) e Via Paolo Fabbri 43 (1976), Francesco Guccini è stato anche una delle personalità più autorevoli della cultura della seconda parte del Novecento e dell’inizio del Duemila.
Guccini ha dato alle stampe diversi libri. Il suo esordio giunge nel 1989 con Cròniche epafàniche, caso letterario dell’anno di uscita. Seguono altri libri di successo come Vacca d’un cane (1993), Le bottiglie di Max (2013), scritto assieme a Loriano Macchiavelli, e Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto (premio Selezione Campiello 2020) e Vola golondrina (2023).
Riporta Giunti sulla pagina del proprio sito dedicata a Calde le pere!, il libro in arrivo nelle librerie italiane nei prossimi giorni: “Un brogliaccio che salva dall’oblio storie di un tempo lontano, il grido di una ragazza che passa in bicicletta, una caldissima giornata estiva… Bastano questi ingredienti perché dalla penna di Francesco Guccini sgorghi un racconto luminoso e sognante come certi ricordi di giovinezza. Un po’ salace, boccaccesca, nella più pura tradizione della novellistica italiana, un po’, al contrario, quasi lieve, seppiata dalla patina di tenerezza e nostalgia appóstavi dal tempo passato, questa storia è ricca di echi, perché, risalendo dentro un passato ancora più remoto, evoca addirittura i miti pagani della tradizione classica. Sembra quasi scritta da un Virgilio più audace o da un Ovidio più pudico. Il lettore si divertirà a leggere questo malizioso quadretto pieno di sensualità d’antan almeno quanto si sarà divertito Guccini a recuperare dalle acque del Reno italico questa piccola gemma”.

