Il 20 luglio si è conclusa la mostra “Caravaggio 2025”, una delle esposizioni più importanti mai dedicate a Michelangelo Merisi. Record di presenze per le Gallerie Nazionali con oltre 450.000 visitatori.
Inaugurata il 7 marzo e visitabile fino al 20 luglio scorso a Palazzo Barberini di Roma, la mostra “Caravaggio 2025” ha fatto registrare il record di presenze nella storia delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini. Superata la soglia dei 450.000 visitatori nei quattro mesi in cui la mostra è stata visitabile. Una media di tremila presenze giornaliere.
Un risultato non impossibile da prevedere per la straordinaria esposizione d’arte curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, nonostante le diverse polemiche, piovute da più parti, per la disposizione di alcune tele, gli affollamenti mal gestiti e altre piccole manchevolezze che non avrebbero permesso un perfetto godimento del percorso espositivo.

Opere provenienti da collezioni private e istituti musei da tutto il mondo: dal Narciso al Giuditta e Oloferne – conservati a Palazzo Barberini –; dall’Ecce Homo – opera del Museo del Prado di Madrid rientrata in Italia per la prima volta dopo secoli – ai Bari – prestati dal Kimbell Art Museum di Fort Worth –; dai Musici – proveniente dal Metropolitan Museum di New York – al Martirio di Sant’Orsola – ultimo dipinto del Merisi, realizzato poco prima della sua scomparsa, avvenuta il 18 luglio 1610 lungo il litorale acquitrinoso di Porto Ercole.
Sulla scia del successo della mostra dei record, inoltre, le Gallerie Nazionali di Arte Antica annunciano che la tela della Conversione di Saulo – anche conosciuta come Conversione di San Paolo – resterà straordinariamente esposta nelle sale di Palazzo Barberini fino al venturo 30 settembre.
I bari, Caravaggio
Foto di Antonio Pagliuso
Antonio Pagliuso

