Fra i siti culturali più visitati delle Puglie, Castel del Monte è un gioiello del patrimonio architettonico e artistico dell’intera Penisola.
Sovrano lungimirante, uomo eclettico, amante, fra i tanti interessi che coltivava, della caccia e della natura, Federico II costruì nella zona delle Murge, eccezionale regione per fauna e biodiversità – per secoli punto di partenza delle transumanze –, diversi manieri. Una rete di castelli svevi – ben 111 quelli riconducibili a Federico fra Puglia e Basilicata – che ha in Castel del Monte il più rappresentativo dello straordinario furore umanistico e artistico dell’imperatore del Sacro Romano Impero.
Distinto dall’inconfondibile perimetro ottagonale e dal colore delle sue mura che sembrano brillare sotto il sole che ben volentieri bacia il tacco dello Stivale, Castel del Monte ricopriva un ruolo fondamentale nell’articolato organismo di comunicazione voluto da Federico II per controllare i suoi domini pugliesi.

Castel del Monte, fortezza o residenza del re?
Situato su un poggio delle Murge occidentali e rientrante nel territorio della città di Andria, Castel del Monte può apparire a primo acchito un luogo destinato a una funzione difensiva, ma gli interni del complesso hanno lasciato ipotizzare un suo più verosimile utilizzo residenziale – il che non esclude il fatto che fosse utilizzato anche per scopi militari.
La struttura ricercata del castello federiciano, i decori e le comodità al suo interno – bagni, condotte idriche e camini –, di fatti, non lo accostano direttamente a un utilizzo militare – è assente, ad esempio, il tipico fossato delle fortezze, elemento difensivo fondamentale –, ma ne fa preferire con maggiore convinzione una destinazione come dimora di caccia, luogo di riunione e di meditazione del sovrano.
Eretto probabilmente a partire dal 1240 su commissione di Federico, da un ventennio imperatore dei Romani, il castello delle Murge è un capolavoro dell’architettura del Medioevo. Gestito oggi dalla rete museale afferente alla Direzione regionale Musei Puglia, Castel del Monte custodiva al suo interno un prezioso corredo scultoreo, in gran parte andato perduto.
Le decorazioni interne del castello
La passione per la caccia e la natura dello Stupor Mundi si riflette nelle decorazioni superstiti degli ambienti, nei capitelli e nelle chiavi di volta delle crociere presenti nelle sale di forma trapezoidale del castello, sedici equamente suddivise per i due piani dell’edificio. Fra le chiavi di volta rimaste – elemento architettonico di funzione strutturale e decorativa –, una delle più curiose è la testa barbuta in pietra calcarea della cosiddetta Sala del trono.

Nell’ottava sala del piano terra è conservato un frammento del mosaico pavimentale, mentre nella Torre del Falconiere sono visibili due mensole antropomorfe. Altro elemento architettonico e artistico di rilievo è la volta a ombrello di una delle torri scalari sorretta da sei telamoni, alcuni dei quali manifestano espressioni buffe. La torre dei telamoni presenta una chiave di volta decorata da un motivo vegetale.

Alla bellezza degli interni corrisponde lo splendore dell’esterno del Castello. A ogni spigolo dell’impianto ottagonale – tratto presente tanto nell’architettura romanica d’Europa quanto in quella islamica – sono edificate otto torri in pietra calcarea locale. Pietra che mescolata al bianco del marmo e al rosa e rossiccio della breccia corallina, dà vita a una serie di contrasti cromatici incantevoli, ulteriormente sublimati dal paesaggio circostante.
Forte militare o dimora di caccia che sia stato, Castel del Monte resta uno dei monumenti storici più conosciuti d’Italia, tanto che in occasione dell’adozione dell’euro si decise di raffigurarlo sul retro della moneta da un centesimo – la cui coniatura, assieme a quella della moneta da due centesimi, è sospesa dal 2018, per l’eccessivo costo di produzione che superava il valore nominale dello spicciolo. Dal 1996 Castel del Monte è, infine, Patrimonio dell’umanità Unesco.
Foto Antonio Pagliuso
Antonio Pagliuso

