Claudio Cordova è autore di Criminalità socializzata: Le mafie nei social network, un libro che evidenzia come la digitalizzazione e le reti sociali abbiano offerto alle organizzazioni mafiose nuovi metodi per infiltrarsi nel tessuto sociale e influenzare l’opinione pubblica.
Claudio Cordova è giornalista e fondatore del quotidiano online Il Dispaccio. Specializzato in giornalismo investigativo, per la sua attività giornalista nel 2014 è stato nominato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia.
Ora Cordova ritorna in libreria con un nuovo lavoro: è Criminalità socializzata: Le mafie nei social network. Dai pizzini ai post, uscito per Iod Edizioni, trentesima pubblicazione della collana Cronisti Scalzi, dedicata alla memoria di Giancarlo Siani, il giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985.
Criminalità socializzata: Le mafie nei social network offre un’analisi penetrante e dettagliata dell’evoluzione delle mafie nell’era digitale. Il testo si presenta come un’indagine approfondita sulla transizione della criminalità organizzata dai mezzi comunicativi tradizionali verso le nuove piattaforme digitali, delineando come i social network siano diventati uno strumento fondamentale per la propaganda, la gestione delle operazioni e la costruzione di un’immagine pubblica manipolata.
Attraverso una narrazione incisiva, l’autore esplora il modo in cui figure criminali utilizzano piattaforme come Twitter per diffondere le proprie narrazioni, Instagram per esibire uno stile di vita lussuoso e invidiabile e TikTok per attirare l’attenzione dei giovani, trasformandoli in potenziali reclute. Il libro evidenzia come la digitalizzazione abbia offerto alle organizzazioni mafiose nuovi metodi per infiltrarsi nel tessuto sociale in modi precedentemente impossibili.
Cordova utilizza una combinazione di analisi storica, reportage sul campo, interviste e studi di caso per costruire una narrazione che è tanto educativa quanto allarmante. Attraverso esempi concreti, mostra come la mafia abbia adottato le tecnologie digitali non solo per migliorare la propria efficienza operativa ma anche per combattere una guerra di percezione, influenzando l’opinione pubblica e neutralizzando le voci critiche.
Criminalità socializzata: Le mafie nei social network non si limita a descrivere i problemi; il libro firmato da Claudio Cordova offre anche una visione prospettica, suggerendo modi in cui la società civile può utilizzare gli stessi strumenti digitali per combattere la criminalità organizzata, promuovere la trasparenza e sostenere il giornalismo investigativo indipendente.
Il volume gode della prefazione di Francesco Pira, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Messina, e della postfazione di John Dickie, storico e docente presso l’Università di Londra.

