Gli italiani di Bruno Barbey: a Villa Mussolini di Riccione un viaggio fotografico nell’identità culturale del Bel Paese

Tra il 1961 e il 1964 Bruno Barbey, uno dei più autorevoli esponenti della prestigiosa agenzia Magnum Photos, realizzò uno straordinario reportage dell’Italia e degli italiani nel cuore del miracolo economico. La collezione in mostra fino al 27 settembre a Villa Mussolini di Riccione.

Come eravamo. L’Italia e gli italiani degli anni sessanta raccontati attraverso lo sguardo di un grande maestro della fotografia internazionale: Bruno Barbey.

Fino al 27 settembre 2026 Villa Mussolini a Riccione ospita la mostra “Bruno Barbey. Gli italiani”. Il progetto racconta lo straordinario reportage realizzato in Italia tra il 1961 e il 1964 dal grande fotografo dell’agenzia Magnum Photos nato nel 1941 a Berrechid, centro del Marocco, allora protettorato francese, e scomparso a Orbais-l’Abbaye, Francia, nel 2020.

Bruno Barbey

Entrato nel 1966 nell’agenzia fotografica fondata nel ’47 da monumenti dell’arte visiva come Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, Bruno Barbey ricoprì la carica di presidente di Magnum International dal 1992 al 1995. Barbey ha lavorato in tutto il mondo, raccontando attraverso i suoi scatti le guerre civili in Nigeria, Vietnam, Medio Oriente, Irlanda del Nord, Cambogia, Iraq, Kuwait e Bangladesh. Nel 2016 è stato eletto membro dell’Accademia di Belle Arti dell’Institut de France.

Il reportage di Barbey nell’Italia degli anni ’60

Nella prima metà degli anni sessanta, evaso dalle noiose lezioni dell’École des Arts et Métiers di Vevey, Svizzera, il giovane fotografo esplorò l’Italia su e giù, da Milano a Napoli, da Roma a Palermo, a bordo del suo Volkswagen Maggiolino, fissando un Paese e una società percorsi da profondi cambiamenti. Attraverso un centinaio di scatti, l’esposizione di Riccione restituisce un vivido affresco dell’Italia baciata dal Boom economico, pronta a lasciarsi alle spalle i disastri della Seconda guerra mondiale e del durissimo dopoguerra e proiettata con fiducia verso il futuro. Un periodo di transizione, segnato da profonde trasformazioni sociali, culturali e antropologiche.

Calabria 1966 (foto © Bruno Barbey, Magnum Photos)

Con la sua camera, il fotografo franco-marocchino colse, fra stereotipi e modernità, l’essenza degli italiani, la loro gioia di vivere, la voglia di rialzarsi e dimenticare il recente passato, il senso della comunità. Le fotografie di Barbey immortalarono tutte le classi sociali di quell’Italia avviata verso il cambiamento: i contadini, gli operai, i mendicanti, gli aristocratici, i nuovi ricchi, il clero.

Il portfolio “Les Italiens”, uno dei più completi affreschi fotografici dell’Italia degli anni sessanta, valse a Barbey l’ingresso nella Magnum Photos. Nel 2022 la raccolta fotografica è arrivata in Italia, in un volume edito da ContrastoBooks con una nota introduttiva realizzata da Giosuè Calaciura.

Già esposto a Galleria Harry Bertoia di Pordenone e, fino all’inizio di quest’anno, a Palazzo Falletti di Barolo di Torino, il progetto fotografico aggiunge una nuova tappa a Villa Mussolini – già Villa Margherita. Oggi acquisita dal Comune di Riccione, la dimora che fu residenza estiva di Benito Mussolini, dittatore d’Italia fino alla caduta del 1943, negli ultimi tempi ha ospitato mostre di Robert Doisneau, Robert Capa, Vivian Maier, Martin Parr e Ferdinando Scianna.

La mostra “Bruno Barbey. Gli italiani” è promossa dal Comune di Riccione con l’organizzazione di Rjma Progetti Culturali e Creation. L’esposizione è curata da Caroline Thiénot-Barbey e Alberto Rossetti.

Foto di Daniele Casalboni da pagina Facebook Città di Riccione

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