Dal 26 settembre al 25 ottobre 2026 torna il Festival della fotografia etica di Lodi, giunto alla sua diciassettesima edizione e punto di riferimento per comprendere i grandi temi sociali, umani e ambientali del nostro tempo attraverso la fotografia documentaria.
Il Festival nasce nel 2010 con l’intento di focalizzare l’attenzione del grande pubblico su contenuti di rilevanza etica, avvicinandolo a tematiche sociali. Ogni anno, attraverso un programma di 30 mostre con oltre 150 fotografi internazionali pluripremiati, conferenze, talk d’autore, visite guidate, videoproiezioni, presentazioni di libri e progetti educational per studenti, il Festival utilizza la forza del linguaggio fotografico per accendere un faro sull’ingiustizia sociale nel mondo, invitando le persone all’azione.
Le mostre dislocate in tutta la città di Lodi
Il percorso espositivo si articola attraverso trenta mostre diffuse nella città, introducendo quest’anno tre nuove sedi – l’ex-Chiesa di Santa Chiara Nuova per lo Spazio Ambiente, il Museo Diocesano e gli spazi dell’Opificio della Cultura destinati alle proiezioni visive – oltre alla presenza del World Report Award presso Palazzo Barni e la BCC Centropadana, del circuito Nonprofit nel Chiostro dell’Ospedale Vecchio, dei reportage all’aperto nei Giardini pubblici e dell’unica tappa lombarda del World Press Photo presso lo spazio Bipielle Arte. Con tariffe d’accesso pensate per favorire l’inclusività, la manifestazione raccoglie oltre 150 fotografi da tutto il mondo per offrire uno sguardo critico sulla realtà contemporanea.
I progetti delle organizzazioni Nonprofit
Area di grande importanza del festival è lo “Spazio Nonprofit”, che mette in luce la fotografia come strumento d’azione e denuncia per le organizzazioni non governative internazionali. Sei i progetti scelti per questa edizione: Ginevra Bonina per Pinkishe Foundation affronta lo stigma della povertà mestruale in India con Out for Blood; Antoine Tardy per UNHCR testimonia il riscatto dei rifugiati attraverso l’istruzione in Nothing But Courage; Stefania Carraturo per Abracadown ODV racconta un musical interpretato da ragazzi con la sindrome di Down in Like a Fairy Tale; Antti Yrjönen per Finn Church Aid mostra la resistenza delle scuole ucraine trasferite nei rifugi antiaerei con Classroom Below Ground; Andrea Zanenga per SPEA descrive gli sforzi della popolazione locale nel salvaguardare le berte di Corvo nell’isola delle Azzorre in The Second First Flight; Max Cavallari per SOS Humanity che a bordo delle navi di soccorso nel Mediterraneo documenta il lavoro della ONG con ACQUAINTANCE – Search and Rescue in the Mediterranean Sea.

Rivolte studentesche in Bangladesh, agosto 2024. Foto © Mashruk Ahmed
Le sezioni del Festival della fotografia etica di Lodi
La sezione “Le vite degli altri” permette di calarsi in realtà quotidiane e culture lontane dai riflettori della cronaca mainstream, coi lavori di Amy Gaskin che ripercorre l’eredità culturale e sociale di Marilyn Monroe; Deanne Fitzmaurice che ci fa entrare nella vita di Saleh Khalaf, segnato per sempre da un terribile incidente durante l’invasione dell’Iraq nel 2003; Aleksandra Kossowska che racconta la quotidianità di bambini ciechi e ipovedenti di una scuola in Etiopia; con Kristian Aale che osserva la quotidianità russa dal 2022, segnata da militarizzazione, isolamento e una guerra impossibile da contestare apertamente.
Nello “Spazio approfondimento” il pubblico ha l’opportunità di andare oltre lo scatto visivo per incontrare un autore esperto come Nikita Teryoshin con Life Sentence che documenta gli zoo di alcuni paesi europei come retaggio del colonialismo.
Nello spazio “Uno sguardo sul mondo” quest’anno troviamo due contributor del New York Times: Laetitia Vançon con Rebuilding Faces, Lives and a Sense of Self che documenta il complesso tema delle ferite fisiche e psicologiche con cui convivono i soldati ucraini ospitata nella Chiesa del Carmine e Finbarr O’Reilly con The Cost of Recycling nel cortile della Provincia di Lodi, che approfondisce come dietro il riciclo di batterie per conto delle grandi case automobilistiche ci sia un ciclo di sfruttamento e negazione di diritti nel sud globale.
Le installazioni dello “Spazio outdoor”, pensate nei Giardini pubblici di Lodi per portare l’impatto visivo direttamente nelle vie della città, vedranno protagonista Marco Garofalo con Ritratti di energia: Storie di persone, luoghi e dignità lavoro realizzato in collaborazione con il Banco dell’energia per documentare la povertà energetica del nostro paese e gli interventi per contrastarla.
Centro focale si conferma il World Report Award – Documenting Humanity. Giunto alla sua sedicesima edizione, il premio rappresenta uno dei riconoscimenti più importanti che vengono assegnati da una giuria internazionale nell’ambito del fotogiornalismo e della fotografia documentaria.
Deserto del Thar (Rajasthan, India)
When Buddha stopped smiling Foto © Chinky Shukla

