Il Ministero della Cultura acquisisce il patrimonio di Casa Balla

Con l’acquisizione dello Stato di Casa Balla, il patrimonio artistico del maestro futurista diventa pubblico.

Acquisita tramite il Ministero della Cultura per una cifra fra i sei e i sette milioni di euro, Casa Balla diventa patrimonio della collettività.

La casa in cui lavorò Giacomo Balla (1871-1958), maestro del Futurismo e firmatario del Manifesto Ricostruzione futurista dell’universo che inaugurò la seconda fase del movimento nato in Italia nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo firmato Filippo Tommaso Marinetti, consiste in un appartamento sito al quarto piano di un palazzo di via Oslavia a Roma, sulla sponda sinistra del Tevere, dal 2004 sotto la tutela della Soprintendenza speciale di Roma per il suo grande interesse culturale.

L’appartamento è colmo di opere dell’artista – a partire dalle pareti futuristicamente decorate – che vi lavorò dal 1929 fino al 1958, anno della scomparsa.

Aperto temporaneamente dal 2021 al 2023 grazie all’interessamento del MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo, presto la Casa Museo Balla sarà visitabile in maniera permanente.

Il patrimonio acquisito dal MiC è una esplosione di forme, luci e colori. Esso comprende elementi di arredo progettati da Balla, sculture, disegni, schizzi, bozzetti e manifesti. Questa operazione dello Stato permette di salvare parte delle opere non già sparite e vendute nel corso dei decenni intercorsi dalla morte di Balla al sopraggiungere del vincolo da parte dello Stato.

Numeri innamorati di Giacomo Balla (1923)

Foto di 陳寅恪 – Own work condivisa via Wikipedia con licenza CC BY-SA 4.0

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