Premio letterario Mario La Cava 2026: vince “Cartagloria” di Rosa MatteucciRosa Matteucci al Premio Mario La Cava (foto Antonio Pagliuso)

Cartagloria di Rosa Matteucci è l’opera vincitrice della IX edizione del Premio letterario Mario La Cava, promosso e organizzato dal Comune di Bovalino, in collaborazione con il Caffè Letterario La Cava. È andato a Vito Teti il Premio speciale “La Melagrana”.

Promosso e organizzato dal Comune di Bovalino, in collaborazione con il Caffè Letterario La Cava, il Premio Mario La Cava ha chiuso la sua nona edizione lo scorso 9 maggio 2026 all’Istituto “Francesco La Cava” della cittadina calabrese sullo Jonio reggino.

L’opera vincitrice del premio intitolato al grande scrittore e intellettuale Mario La Cava, nato e vissuto a Bovalino, è Cartagloria dell’autrice Rosa Matteucci. Già vincitore del Premio speciale della giuria al Premio Mondello, il romanzo è stato selezionato fra i dieci libri più validi del 2025 dalla redazione di Glicine.

Rosa Matteucci vince il Premio Mario La Cava 2026

Assieme all’ultimo libro di Rosa Matteucci, pubblicato da Adelphi e proposto al Premio da Dario Voltolini, sono giunti in finale Lezioni dalle rovine (leggere, scrivere, vivere) di Davide Bregola (edito Avagliano) e Magnolia Quartet di Mario Fortunato (Aboca).

A designare i finalisti e l’opera vincitrice è stata la giuria composta da Federico Bertoni, docente Unibo, Caterina Verbaro, docente LUMSA, Alessandro Moscè, poeta e critico letterario, Andrea Carraro, scrittore, e Pasquale Blefari, assessore alla Cultura del Comune di Bovalino.

Presenti alla cerimonia condotta da Maria Teresa D’Agostino, i tre finalisti hanno dialogato con Domenico Calabria, presidente del Caffè Letterario Mario La Cava, e Mara Rechichi. Vincenzo Muià, Giulia Palmisano e Carmen Ferraro hanno letto alcuni passi tratti dalle pagine dei tre volumi finalisti.

Presentando il suo romanzo, Rosa Matteucci ha affermato che con Cartagloria chiude un cerchio cominciato con la prima opera, Lourdes, uscita nel 1998 e vincitrice del Premio Bagutta Opera Prima e del Premio Grinzane Cavour nella sezione Giovane Autore Esordiente. All’annuncio del libro vincitore, la scrittrice si è detta commossa e stupita da questo riconoscimento, “onorata di vincere un premio che ha a che fare con questa terra, la Calabria”.

Rosa Matteucci riceve il Premio Mario La Cava (foto Antonio Pagliuso)

I Premi speciali

Nel corso della serata, sono stati consegnati altri premi, come il “Premio dei lettori”, assegnato dai soci del Caffè Letterario Mario La Cava. A vincere il titolo è stato Adrián N. Bravi grazie al suo La nuotatrice notturna (Nutrimenti), nei mesi scorsi proposto da Antonio Franchini per la decina del Premio La Cava.

Adrián N. Bravi al Premio Mario La Cava (foto Antonio Pagliuso)

A inaugurare la serata è stato il “Premio Giovani scrittori di La Cava”, rivolto agli studenti delle scuole superiori della Locride. Su valutazione della giuria composta da Cristina Briguglio, Anna Costa e Giovanna Alma Ripolo, il riconoscimento è stato assegnato a Noemi Nocera, studentessa della 5^B del Liceo Scientifico ordinario IIS “Francesco La Cava” di Bovalino.

A Vito Teti il Premio speciale “La Melagrana”

Momento fra i più attesi della cerimonia di premiazione del Premio La Cava è stato quello della consegna del Premio speciale “La Melagrana”, riconoscimento assegnato annualmente a personalità del mondo culturale che hanno dedicato particolare attenzione ai temi meridionalisti. Nelle passate stagioni, il Premio “La Melagrana” – che prende il nome da una raccolta di racconti di Mario La Cava, La melagrana matura – è stato assegnato a scrittori e intellettuali del calabro di Raffaele Nigro, Raffaele La Capria, Walter Pedullà, Piero Bevilacqua, Luigi Maria Lombardi Satriani, Massimo Onofri, Salvatore Silvano Nigro e Luigi Tassoni.

Per la nona edizione del Premio La Cava, l’importante premio è andato a Vito Teti, a lungo docente di antropologia culturale all’Università della Calabria, dove ha fondato il Centro di iniziative e ricerche Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Teti è autore di numerose pubblicazioni di grande successo editoriale tra cui Maledetto Sud (Einaudi, 2013), La restanza (Einaudi, 2022), Il senso dei luoghi (Donzelli, 2022), Il risveglio del drago (Donzelli, 2024).

Vito Teti riceve il Premio Mario La Cava (foto Antonio Pagliuso)
Vito Teti riceve il Premio speciale “La Melagrana” (foto Antonio Pagliuso)

Partendo da alcune letture dai lavori di Teti, curate da Rossella Scherl, è stata dunque analizzata in sintesi l’opera dell’autore, a cominciare da Il pane, la beffa e la festa. Alimentazione e ideologia dell’alimentazione nelle classi subalterne, apparso per la prima volta nel 1976, testo da cui origina lo studio del meridionalismo di Vito Teti, sviluppatosi poi in particolare per quel che riguarda lo spopolamento e la perdita del patrimonio identitario dei luoghi.

“Non avrei immaginato mai di ricevere un premio a lui intitolato” ha detto l’antropologo, raccontando i suoi ricordi personali di Mario La Cava, “uno dei maggiori meridionalisti” del Novecento.

Premio Mario La Cava 2026
Da sx: Adrián N. Bravi, la giornalista Maria Teresa D’Agostino, la giurata Sonia Serazzi, i finalisti Davide Bregola e Mario Fortunato, la vincitrice Rosa Matteucci, l’assessore alla cultura di Bovalino Pasquale Blefari, il sindaco di Bovalino Vincenzo Maesano e il presidente del Caffè Letterario Mario La Cava Domenico Calabria (foto Antonio Pagliuso)

Infine, è stata assegnata una menzione speciale della giuria a Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (uscito per Einaudi), testo anch’esso in precedenza entrato nella decina del Premio.

Antonio Pagliuso

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