Il patrimonio culturale saccheggiato dal Museo nazionale di Khartum, in Sudan, sarebbe stato rivenduto sul mercato nero per finanziare l’acquisto di armi.
Al ritiro delle RSF, le Forze di Supporto Rapido, si è avuta la conferma di quanto in molti temevano: il Museo nazionale di Khartum è stato saccheggiato quasi interamente dalle forze paramilitari del Sudan che da mesi si erano asserragliate nelle sale dell’istituto culturale.
La guerra del Sudan, sanguinosa e pressoché ignorata dai governi più potenti e influenti del mondo, non ha risparmiato il patrimonio culturale del Paese, fra i più poveri del pianeta ma che è culla di civiltà millenarie la cui storia era raccontata – adesso parlare al passato è drammaticamente d’obbligo – nel museo della capitale Khartum.
Vetrine distrutte, cocci sparsi qua e là, gallerie svuotate e reperti antichissimi spariti chissà dove. Il patrimonio custodito nel Museo nazionale del Sudan – circa centomila beni – è andato quasi interamente perduto, a eccezione di alcune statue e altri oggetti scampati alla furia dei militari.
La guerra in Sudan
Dallo scorso autunno, il museo della capitale del Sudan era caduto in mano alle RSF del generale Hemedti impegnate nel conflitto con le SAF, le Forze Armate Sudanesi. Da allora, si erano registrate operazioni strane dentro e fuori il museo – con continue partenze di camion dal sito verso i confini con la repubblica del Sud Sudan –, movimenti che facevano presagire quanto appurato nelle ultime settimane.

Inaugurato nel 1971, il museo conservava una ricchissima e preziosissima collezione riguardante la civiltà nubiana, mummie di oltre quattromila anni, tesori del regno di Kush e dipinti rupestri. Ora, oltre alla distruzione dei beni culturali, si sospetta con preoccupazione che un gran numero di tesori sia stato venduto sul mercato nero per finanziare l’acquisto di armi, che il Sudan abbia perduto per sempre parte della sua storia.
Il conflitto fratricida non risparmia i siti culturali
In questo ultimo anno di guerra, il museo della capitale sudanese è stato al centro del fuoco di molteplici scontri armati e adesso si teme anche per altri siti del Paese di altissimo interesse storico e culturale. Secondo diverse fonti, battaglie, distruzioni e razzie si sarebbero verificate anche in altre località come il Museo etnografico, il Museo di storia naturale e l’Antico palazzo repubblicano di Khartum e il Museo Nyala nel Darfur meridionale.
In un contesto così instabile, c’è apprensione anche per i luoghi inseriti nella lista del Patrimonio dell’umanità Unesco come il sito archeologico dell’antica città nubiana di Meroe, capitale del regno di Kush fra l’VIII secolo a.C. e il IV secolo d.C.
Museo nazionale del Sudan a Khartum
Foto di David Stanley caricata da AlbertHerring condivisa via Wikipedia con licenza CC BY 2.0
Antonio Pagliuso

