La scrittrice portoghese Lídia Jorge vince l’edizione 2026 del Premio Camões, il più importante riconoscimento letterario per autori di lingua portoghese. La sua produzione letteraria è segnata dalla Rivoluzione dei Garofani e dalla fine del colonialismo portoghese in Africa.
Memoria del Portogallo, autrice di punto del periodo post Rivoluzione dei Garofani, Lídia Jorge è stata insignita del Premio Camões, il più importante fra i premi letterari per autori di lingua portoghese. Il riconoscimento le è stato attribuito “per il grande contributo all’arricchimento del patrimonio letterario e civico-culturale della lingua portoghese”.
La Jorge è una scrittrice pluripremiata. Nel corso della sua lunga carriera ha ottenuto riconoscimenti letterari come il Premio letterario della Città di Lisbona, il Premio Jean Monnet per la letteratura europea, il Premio della Sociedade Portuguesa de Autores, il Gran Premio della Associação Portuguesa de Escritores, il Premio Eduardo Lourenço, il Prix Médicis per stranieri, il Premio Pessoa, il Premio di Stato austriaco della letteratura europea. In patria ha ricevuto la Gran Croce dell’Ordine dell’infante Dom Henrique e la Gran Croce Ordine di San Giacomo della Spada, decorazioni portoghese consegnate, rispettivamente, a quanti si siano distinti a favore della patria e per la diffusione della cultura portoghese e per meriti nei campi della scienza, della letteratura e dell’arte.
Lídia Jorge, il Premio Camões 2026
Nata nel 1946 in una famiglia di origine contadina di Boliqueime, freguesia del municipio di Loulé, in Algarve, la più meridionale regione portoghese, Lídia Jorge ha frequentato dapprima le scuole a Faro, capoluogo dell’Algarve, per poi trasferirsi a Lisbona. Nella Università della capitale portoghese si è laureata in Filologia romanza. Fra la fine degli anni sessanta e la prima metà dei settanta, la Jorge è vissuta in Africa assieme al primo marito, ufficiale dell’aeronautica militare, dal ’68 al 1970 in Angola e fino al ’74 in Mozambico. La permanenza nel Continento Nero coincise con l’ultima parte delle guerre di indipendenza dei due Paesi dal controllo portoghese.
L’esperienza della decolonizzazione si ritrova in uno dei suoi libri più apprezzati, A Costa dos Murmúrios (La costa dei sussurri), pubblicato nel 1988.
L’esordio nella letteratura avviene però nel 1980 con O Dia dos Prodígios (Il giorno dei prodigi), incentrato sugli effetti della fine della dittatura di Salazar con la Rivoluzione dei garofani del 1974 in un paese immaginario del Portogallo. Il romanzo ha segnato il principio di una nuova fase della letteratura portoghese.
La scrittrice algarvia ha pubblicato anche dei racconti come le antologie Marido e Outros Contos e O Belo Adormecido e i racconti di A Instrumentalina (La Strumentalina).
Le opere di Lídia Jorge sono pubblicate in spagnolo, inglese, francese, tedesco, greco, ebraico e svedese. Diverse sono le sue opere tradotte in italiano. Oltre ai già citati La costa dei sussurri (uscito per Bompiani, poi Giunti) e La strumentalina (Edizioni dell’Urogallo), troviamo nelle librerie italiane L’eredità dell’assente (Bompiani), Piazza Londra (L’Arcolaio), I Memorabili, Il vento che fischia tra le gru, La notte delle donne cantanti e Il racconto del nuotatore (tutti pubblicati da Edizioni dell’Urogallo) e Misericordia (uscito quest’anno per l’editore Voland con la traduzione di Daniele Petruccioli).
Misericordia, l’ultimo romanzo di Lídia Jorge
Così Voland presenta Misericordia: “Compendio di forza e fede nella vita, Misericordia – ultimo acclamato romanzo della scrittrice portoghese Lídia Jorge – è una storia al tempo stesso ironica e gentile, un mix indimenticabile di lacrime e sorrisi. Il ritratto di una donna eccezionale guidata dall’immortalità della speranza: Dona Albertì vive nella casa di riposo Hotel Paraíso, ricavata da un ex albergo di lusso in una immaginata stazione balneare del Portogallo, poco prima che esploda la catastrofe sanitaria del Covid. La sua vista è debole ma lei è perfettamente in grado di valutare le circostanze e le persone intorno a lei: si ribella alla freddezza di alcuni inservienti, all’omofobia degli ospiti che giocano a carte, e segue da vicino le storie d’amore che nascono all’interno della struttura. Mentre registra ciò che accade, noi ci lasciamo accompagnare da questa straordinaria vecchia signora che ha mantenuto intatta la memoria, la curiosità e una fertile immaginazione”.
Storia del Premio Camões
Nato nel 1988 per volontà dei governi brasiliano e portoghese, il Premio Camões è il maggiore premio letterario dei Paesi lusofoni, riservato quindi a scrittori di Brasile, Portogallo, Angola, Capo Verde, Mozambico, Guinea-Bissau, São Tomé e Príncipe e Timor Est. Assegnato dall’Instituto Camões di Lisbona con la collaborazione della brasiliana Fundação Biblioteca Nacional e della portoghese Direção-Geral do Livro, dos Arquivos e das Bibliotecas, il premio è intitolato a Luís Vaz de Camões, il poeta del ’500 che consegnò alla storia il poema epico I Lusiadi. Il Premio Camões dà un contributo significativo alla valorizzazione del patrimonio culturale della lingua portoghese e attualmente ha un valore di centomila euro, finanziati in parti uguali dai governi di Brasile e Portogallo.
La giuria del Premio Camões 2026 è composta da due personalità del mondo della letteratura a testa per Portogallo e Brasile e da due provenienti dai Paesi lusofoni dell’Africa. critici letterari. Per questa edizione i giurati sono stati José Carlos Seabra Pereira e Ana Mafalda Leite (in rappresentanza del Portogallo), José Bessa e Lúcia Santaella (Brasile) e Odete Semedo e Lopito Feijóo (Paesi africani di lingua ufficiale portoghese).
Lídia Jorge è la terza scrittrice donna a ricevere il premio negli ultimi tre anni: nel 2024 la vittoria è andata alla poetessa brasiliana Adélia Prado; nel 2025 alla poetessa, storica e antropologa angolana Ana Paula Tavares. Con la vittoria del premio di Lídia Jorge il Portogallo stacca, con sedici successi contro quindici, il Brasile nella speciale classifica dei vincitori del Camões
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