L’attività pittorica è certamente la meno conosciuta ed esplorata della più che sfaccettata personalità artistica di Pier Paolo Pasolini. A Serre di Rapolano, contrada collinare del comune di Rapolano Terme, in provincia di Siena, è allestita una mostra che indaga l’impegno nella pittura di Pasolini e il profondo legame dell’artista con le campagne e il mondo rurale, da collegare alle crociate contro l’omologazione culturale e la mutazione antropologica degli italiani che segnarono gli ultimi anni della sua vita.
“Pasolini. Pitture, paesaggi, persone” aprirà agli ospiti domenica 11 ottobre all’Antica Grancia di Serre di Rapolano. Organizzata dal Comune di Rapolano Terme in collaborazione con Fondazione Musei Senesi, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Vernice Progetti Culturali, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e l’Archivio Giuseppe Zigaina, la mostra è curata da Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti.
“Pasolini. Pitture, paesaggi, persone, la mostra di Serre di Rapolano
Il percorso espositivo racconta il Pasolini pittore, una declinazione artistica rilevante ma poco raccontata del grande intellettuale del Novecento italiano, che pur amò la pittura per tutta la vita, traendone ispirazione anche per le scenografie dei suoi film. I riferimenti pittorici, d’altra parte, si rincorrono in ogni sua pellicola, da Il Vangelo secondo Matteo a Teorema, da Il Decameron fino all’ultimo scandaloso lungometraggio Salò o le 120 giornate di Sodoma.
La mostra comincia con una sala dedicata alla biblioteca di Pasolini, dove trovano spazio alcune prime edizioni dei suoi lavori. Gli scritti provengono dalla Biblioteca e dall’Archivio del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze.

Pasolini allievo di Roberto Longhi
L’allestimento prosegue con un accurato approfondimento incentrato sul paesaggio attraverso documenti, fotografie e pubblicazioni. Segue quindi una sezione dedicata ai dipinti di Pasolini, inaugurata da un omaggio allo storico dell’arte Roberto Longhi, professore di Pasolini negli anni universitari all’Alma Mater di Bologna, col quale il poeta creò una eccezionale affinità intellettuale.
Come riporta un articolo del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, Pasolini ricordava così il maestro: “Longhi era semplicemente uno dei miei professori all’università: ma l’aula dove insegnava era un posto diverso da tutti gli altri, fuori dall’entropia scolastica. Esso è escluso e isolato. Al centro di questo ambiente diverso (per ragioni funzionali: la possibilità di proiettare diapositive ecc.) c’era un uomo che era in realtà veramente un uomo […] Longhi era prima uomo che professore (cioè maestro) proprio perché non c’era niente di professorale da grattare in lui per ritrovarlo: era subito ciò che era, cioè un uomo superiore”. Le lezioni di Roberto Longhi furono essenziali nel consolidamento intellettuale di PPP.
Successivamente, si potranno ammirare opere di Pasolini, fra paesaggi e figure umane, autoritratti e ritratti di amici e persone a lui vicine. Il progetto di mostra è completato dal catalogo edito da Sillabe, casa editrice di Livorno specializzata nell’arte e nella gestione dei servizi museali.
La mostra “Pasolini. Pitture, paesaggi, persone” sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027.
P.P. Pasolini, Autoritratto con la vecchia sciarpa (1946)
Foto Fondo Pier Paolo Pasolini, Archivio Contemporaneo A. Bonsanti, Gabinetto Vieusseux © PIER PAOLO PASOLINI, by SIAE 2026

