Pordenone Capitale italiana della cultura 2027 apre il programma di eventi con una mostra in esclusiva mondiale: “Joan Miró: la poesia degli oggetti e della materia”. Realizzata appositamente per Pordenone 2027 dalla Fundació Joan Miró, l’esposizione propone un percorso trasversale nell’universo creativo dell’artista catalano, mettendo in relazione grafica, pittura, scultura, poesia e sperimentazione sui materiali.
Dal 22 gennaio al 30 maggio 2027, la Galleria Harry Bertoia di Pordenone ospiterà “Joan Miró: la poesia degli oggetti e della materia”, una mostra internazionale di grande valore scientifico e artistico, ideata in esclusiva per Pordenone dalla Fundació Joan Miró di Barcellona per inaugurare l’anno di Capitale italiana della cultura della città friulana. Promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso PromoTurismoFVG, e dal Comune di Pordenone, la mostra è prodotta da Suazes in collaborazione con la Fundació Joan Miró di Barcellona, con Crédit Agricole Italia in qualità di main partner.
“Con la mostra dedicata a Miró prende forma il programma dei grandi appuntamenti culturali che ci condurranno verso il 2027 – annuncia Massimiliano Fedriga, Presidente Regione Friuli Venezia Giulia –. Un percorso ambizioso che conferma la cultura quale leva strategica per lo sviluppo del territorio, per la valorizzazione delle sue identità e come investimento sui nostri giovani. Siamo certi che questa esposizione di così alto profilo, capace di richiamare pubblico e attenzione ben oltre i confini regionali, sarà un forte richiamo per visitatori, appassionati e tutti quanti vorranno venire a scoprire le bellezze di Pordenone e di tutto il Friuli Venezia Giulia.”
“ La scelta di Miró inoltre non è casuale – segue Alberto Parigi, Assessore alla Cultura e Capitale italiana della Cultura 2027 –. Il suo linguaggio visionario e innovativo, la sua capacità di osare, sono perfettamente in sintonia con lo spirito di Pordenone, una città che ha sempre saputo guardare avanti e accogliere le avanguardie. Ed è proprio questo il senso di Pordenone 2027. Città che sorprende: raccontare una città capace di uscire dagli schemi, sperimentare e sorprendere, anche attraverso proposte culturali inedite e originali.”
Joan Miró a Pordenone
A cura di Véronique Dupas della Fundació Joan Miró, il progetto espositivo riunisce opere di straordinaria rilevanza e propone un percorso inedito: ben 20 lavori, provenienti dalla collezione privata di Joan Miró e donati dall’artista al museo di Barcellona che oggi ne custodisce e tramanda l’eredità, saranno esposti per la prima volta in assoluto. Altre 17 opere saranno presentate per la prima volta in Italia. La mostra offre così un’occasione unica per esplorare aspetti meno conosciuti della ricerca di uno dei protagonisti dell’arte del Novecento.

La prima sezione dell’appuntamento di rilievo internazionale approfondisce il rapporto tra Miró, la poesia e gli ambienti letterari e artistici delle avanguardie parigine degli anni venti. Il confronto con artisti e poeti, tra cui il pittore André Masson, contribuisce alla definizione di un linguaggio capace di superare le convenzioni tradizionali e di aprirsi a nuove possibilità espressive.
La seconda sezione esplora il ruolo degli oggetti nella ricerca di Miró e il modo in cui elementi comuni, sottratti alla loro funzione originaria, possono trasformarsi in presenze evocative, personaggi e composizioni inattese.
La terza sezione è dedicata alla ricerca sui materiali, sulle superfici e sui procedimenti tecnici, un ambito fondamentale nell’opera di Miró. Dalla pittura alla scultura, fino all’incisione, l’artista esplora le qualità fisiche dei supporti e le loro potenzialità espressive, cercando nuove soluzioni visive e tattili.
“Diffondere l’opera di Miró nel mondo è uno dei pilastri fondamentali della missione della Fundació Joan Miró – dichiara Maribel López Zambrana, Director Fundació Joan Miró –. La nostra presenza a Pordenone ribadisce l’impegno a far conoscere la sua eredità artistica a livello internazionale. La mostra mette in luce Miró come incisore e litografo, un ambito nel quale, proprio come nella pittura e nella scultura, ha saputo esprimere la sua sensibilità poetica e la forza di democratizzazione che queste tecniche rappresentavano per lui. L’esposizione offre inoltre un’occasione unica: la presentazione di 20 opere che la Fondazione espone per la prima volta. Tutte provengono dall’unico archivio al mondo che conserva la quasi totalità della sua produzione grafica: la collezione della Fondazione stessa. Una mostra imperdibile, che invita a scoprire un Miró inedito, rigoroso e profondamente innovativo.”
Le opere mai esposte prima e quelle presentate per la prima volta in Italia conferiscono al progetto un carattere inedito e consolidano il ruolo della Galleria Harry Bertoia come luogo di incontro con i grandi protagonisti dell’arte internazionale. Il percorso espositivo sarà arricchito da fotografie, video e una colonna sonora composta per l’occasione.
Joan Miro, Woman and birds (1968)
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