Marmi del Partenone: British Museum e Grecia vicini all’accordoPartenone della Acropoli di Atene (foto di Antonio Pagliuso)

Si avvicina sempre più un accordo fra la Grecia e il British Museum per la restituzione da parte britannica dei marmi del Partenone sottratti nell’Ottocento dall’Acropoli di Atene.

La notizia arriva dal quotidiano greco Kathimerini. L’annosa questione relativa al rientro ad Atene dei marmi del Partenone – risalenti al V sec. a.C., piena epoca classica, età d’oro dell’Antica Grecia – potrebbe risolversi entro quest’anno. I complessi colloqui fra il governo greco e il British Museum, infatti, sarebbero arrivati a una formula gradita a entrambe le parti. La trattativa, cominciata già alla metà dell’Ottocento, starebbe finalmente giungendo alla conclusione.

La storia dei marmi del Partenone

Le antiche sculture marmoree del Partenone e di altri monumenti dell’Acropoli di Atene sono giunte in Gran Bretagna all’inizio dell’Ottocento per mano di Thomas Bruce conte di Elgin. Nei primissimi anni del secolo, il nobile scozzese – al tempo ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano, di cui la Grecia ha fatto parte dalla Caduta di Costantinopoli fino all’indipendenza conquistata nel 1832 dopo la lunga guerra di indipendenza – fece tagliare e asportare i marmi pentelici del Partenone e altre sculture dei vicini Eretteo e Propilei col placet del governo locale per poi ordinarne il trasferimento in Gran Bretagna.

Cariatidi dell’Eretteo della Acropoli di Atene (foto di Antonio Pagliuso)

Dopo una traversata via mare alquanto burrascosa – il brigantino che trasportava le diciassette casse coi reperti affondò e il tesoro fu salvato per un soffio –, gli inestimabili pezzi furono venduti al governo britannico che dal 1816 li conserva al British Museum. I marmi greci cominciarono a essere esposti nel sito museale – fra i più antichi del pianeta, istituito nel 1753 – dall’anno successivo.

Metà delle decorazioni del Partenone sono a Londra

Al museo londinese sono conservati molti elementi architettonici originali dell’Acropoli, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1987, circa la metà del complesso marmoreo decorativo. Fra questi, ben 75 metri – dei 160 originali – del magnifico fregio del Partenone e una originale Cariatide dell’Eretteo.

Se il caso Acropoli dovesse realmente essere prossimo a una risoluzione, i preziosi marmi ritornerebbero a casa, al loro naturale contesto storico e culturale, trovando sistemazione nel Museo dell’Acropoli della capitale greca – luogo in cui sono conservate le altre cinque Cariatidi originali e la ricostruzione dell’intero fregio del tempio principale dell’Acropoli.

Statua di Dioniso dal frontone orientale del Partenone. Foto di Adamaris Molina, under supervision by Phidias – Marie-Lan Nguyen (User:Jastrow) condivisa via Wikipedia con licenza CC BY 2.5

I dubbi sulla restituzione dei marmi del Partenone

Non confermata ancora dagli istituti e dalle autorità inglesi e greci, la notizia presenta però alcuni punti poco chiari. Il sospirato rientro, infatti, secondo le indiscrezioni potrebbe serbare un ulteriore accordo fra Atene e Londra che vedrebbe i marmi oggetto di periodici prestiti in Gran Bretagna. Si vocifera, poi, che in Grecia non tornerebbe l’intero tesoro rimosso due secoli fa dal conte di Elgin, ma solamente le parti più rilevanti.

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Comunque sia, la controversa vicenda internazionale sembra sempre più vicina all’ultimo, lieto capitolo. Il ricomponimento delle sculture del Partenone, monumento simbolo dell’identità greca e del mondo antico, potrebbe presto divenire realtà.

Acropoli di Atene

Foto di Antonio Pagliuso

Antonio Pagliuso

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