A Roma apre la mostra monografica su Edvard Munch. La grande esposizione artistica sarà visitabile dall’11 febbraio al 2 giugno a Palazzo Bonaparte.
“Attraverso la mia arte ho cercato di spiegare a me stesso la vita e il suo significato, ma anche di aiutare gli altri a comprendere la propria.”
(E. Munch)
Mostra Munch a Roma
Dopo il grande riscontro di pubblico avuto a Palazzo Reale di Milano, la mostra “Munch. Il grido interiore” dedicata all’opera del grande artista norvegese Edvard Munch (1863-1944) approda a Roma.
Dall’11 febbraio l’esposizione incentrata sull’arte visiva di Munch sarà visitabile a Palazzo Bonaparte, Nuovo Spazio Generali Valore Cultura di Piazza Venezia.
Considerato un precursore dell’espressionismo, nonché uno degli esponenti più conosciuti e amati dell’arte moderna, Edvard Munch verrà raccontato nelle sue molteplici sfaccettature, dal percorso umano fino alla sua ampia produzione.
Curata da Patricia G. Berman, una delle maggiori studiose al mondo del pittore scandinavo, la mostra allestita a Palazzo Bonaparte consterà di circa 100 opere provenienti dal MUNCH Museum di Oslo, museo fondato nel 1963 grazie al lascito dello stesso artista. Nella Capitale una retrospettiva così su Munch non si vedeva da vent’anni.

Le opere della mostra “Munch. Il grido interiore” di Roma
Nelle sale del palazzo in cui soggiornò e morì Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, si potranno ammirare tele, stampe e litografie di Edvard Munch come: Sera. Malinconia (1891), Disperazione (1894), Madonna (1895), La morte di Marat (1907), Autoritratto a Bergen (1916), Il viandante notturno (1923-24), Le ragazze sul ponte (1927) e il doppio ritratto con sé e Tulla Larsen – amore travagliato cui è dedicata una porzione della mostra – tagliato in due, rappresentazione materiale della fine della relazione con l’amata.
Nel percorso della mostra monografica ci sarà anche una delle versioni litografiche, quella datata 1895, de L’Urlo, una delle iconografie più celebri e replicate e ambite dai predoni di opere d’arte del pianeta.
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Munch ritorna nella Città Eterna
Edvard Munch tornerà così a Roma, la Città Eterna che l’artista aveva visitato una prima volta nel 1899 e un’altra nel 1927, anno in cui aveva contemplato gli affreschi di Michelangelo e Raffaello al fine di trovare la giusta ispirazione per i suoi lavori.
“Munch. Il grido interiore” arriva nella Capitale in occasione del Giubileo 2025 e del venticinquesimo anniversario dalla nascita di Arthemisia, azienda promotrice dell’evento. Visitabile fino al 2 giugno 2025, la mostra è realizzata grazie al patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo.
Disperazione (1894, Edvard Munch)
Foto di Antonio Pagliuso

