Recensioni: “Maschicidio” di Daniela Rabia

È giunto in libreria per i tipi di Pellegrini editore il nuovo libro di Daniela Rabia, Maschicidio. Una promessa bugiarda di felicità. Il titolo del libro, lungi dall’essere un invito alla violenza, è deliberatamente ironico e provocatorio e dà modo di riflettere sul potere che le illusioni esercitano su di noi fino al punto di trasformarsi in ossessioni. 

Maschicidio, il provocatorio nuovo romanzo di Daniela Rabia

Protagonista del romanzo di Daniela Rabia è Martha, donna libera e emancipata, ricercatrice universitaria che ha fondato la propria esistenza sul rigore e la disciplina. Un giorno la sua vita tranquilla e abitudinaria viene sconvolta dall’incontro fortuito con Giorgio, un avvocato sposato e padre di due bambini. Affascinata dall’uomo e travolta da un improvviso colpo di fulmine, Martha perde progressivamente il controllo della propria vita e diventa sempre più schiava della sua ossessione amorosa.

Un amore tossico

L’amore per Giorgio si rivela di giorno in giorno sempre più tossico e malato: una gabbia nella quale la donna ha finito per rinchiudersi da sola, vittima delle proprie illusioni e del proprio desiderio. Martha è un personaggio femminile complesso e ricco di sfumature psicologiche. La sua vicenda non è il risultato di una dinamica sociale imposta, non è vittima del sistema patriarcale, non subisce prepotenze o prevaricazioni esterne, ma costruisce da sé la propria prigione nel momento in cui confonde realtà e desiderio e non si rende conto che la vera libertà consiste nell’essere pienamente padroni di sé. Irretita in una spirale autodistruttiva, che lei stessa alimenta, arriva a compiere un gesto estremo e assurdo. Salvo poi ritrovare la lucidità smarrita e comprendere che non può esistere un amore che annichilisca la persona e la alieni da sé stessa, dalla propria individualità e capacità di autodeterminazione.

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Maschicidio è la quattordicesima fatica letteraria dell’autrice catanzarese – scrittrice, poetessa, giornalista e avvocato – e a dispetto del titolo, che potrebbe far pensare a un romanzo giallo o noir, è invece un racconto introspettivo che scandaglia la complessità dell’animo umano, di quello femminile in particolare, interrogandosi sulla natura e l’essenza dell’amore, sulle aspettative che ci creiamo e su come possiamo ritrovarci a essere fragili e vulnerabili dinanzi alle illusioni che la nostra mente costruisce tra autoinganni e paura della solitudine.

Antonella Falco

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