Il patrimonio culturale del Myanmar danneggiato dal terremoto

Centinaia di pagode distrutte e i siti Unesco a rischio. Il terremoto ha recato danni anche al patrimonio culturale del Myanmar, già costantemente minacciato dalla guerra civile.

Cresce ogni giorno che passa ed è destinato ad aumentare il bilancio delle vittime in Myanmar – fino al 1989 Birmania – a seguito del terremoto di magnitudo 7.7 che il 28 marzo ha devastato le regioni centrali del Paese dell’Asia sudorientale. Ha superato la soglia delle tremila il conteggio delle vittime accertate del terremoto in Myanmar.

Una conta proseguita finora col sottofondo aberrante delle armi della guerra civile fra la giunta militare salita al potere col golpe del 2021 e i ribelli di diversi gruppi etnici che, anche in una situazione così drammatica, non hanno smesso di tacere. E intanto, fra le macerie, i cadaveri ammassati dove si può e i feriti e gli sfollati abbandonati a se stessi, cui manca financo l’acqua per dissetarsi e lavarsi, con le temperature che sfiorano i quaranta gradi, aumenta il rischio di epidemia.

I monumenti danneggiati dal terremoto in Myanmar

Un evento catastrofico che, colpendo una popolazione povera e lacerata da anni di guerra civile, non ha risparmiato il patrimonio culturale del Myanmar.

Già dalle prime, rare immagini trapelate dal Paese isolato dal resto del mondo dopo il colpo di stato del 2021 è emersa l’entità del sisma che ha distrutto non soltanto infrastrutture, villaggi e edifici civili, ma pure templi, siti archeologici e monumenti culturali dell’ex Birmania.

Non è semplice definire la misura dei danni arrecati dalla scossa tellurica ai siti del patrimonio culturale birmano, già a rischio da anni a causa dei conflitti interni.

Difficile da raggiungere per giornalisti e per chi intende portare aiuti alla popolazione, dati i limiti imposti dal governo militare, il Myanmar potrebbe aver perso anche parte dei suoi beni culturali, testimoni di una storia millenaria.

I danni a Mandalay e Sagaing

La ricerca condotta dal World Monuments Fund, ente non-profit il cui scopo è la preservazione di siti architettonici storici e di beni storico-culturali – fra i tantissimi progetti, in Italia si è interessato della tutela del paese fantasma lucano di Craco –, sta accertando quali luoghi religiosi e culturali del Paese delle mille pagode sono stati danneggiati o distrutti dal terremoto.

Appurato è il crollo della torre della pagoda Shwe Sar Yan, luogo di culto buddista nei pressi di Mandalay, seconda città più popolosa del Paese, vicina all’epicentro della scossa del 28 marzo.

Mandalay è una delle città birmane che annovera siti candidati al patrimonio mondiale Unesco. Così come Sagaing, la città che dà il nome alla faglia attivata con la scossa sismica, situata a una manciata di chilometri dall’epicentro. A seguito del terremoto, Sagaing avrebbe perso la pagoda Ma Shi Kha Na.

I patrimoni dell’umanità Unesco a rischio

Duramente ferita dall’evento sismico, Sagaing è situata a Nord del sito patrimonio dell’umanità Unesco – riconosciuto nel 2019 – di Bagan, già capitale, fino al Duecento, dell’antico Regno Pagan e città che conserva molti edifici, fra templi, monasteri e pagode, simbolo dell’architettura buddista. Dall’area del prezioso sito storico, già offesa dal terremoto del 2016, non arriva nessuna notizia.

Bagan è uno dei due siti patrimonio Unesco del Myanmar; l’altro, iscritto nella lista nel 2014, è il complesso di città-stato di Pyu, esistenti fino alla metà dell’XI secolo, quando furono assorbite dall’impero Pagan. Anche delle antiche città di Pyu, nel cuore del Myanmar ferito dal cataclisma, si ignorano le condizioni post-terremoto.

Un tempio del sito Unesco di Bagan. Foto di © Vyacheslav Argenberg / http://www.vascoplanet.com/ condivisa via Wikipedia con licenza CC BY 4.0

Da Naypyidaw – dal 2005 capitale della nazione asiatica – si registrerebbero danneggiamenti perlopiù lievi ad alcuni dei tanti iconici luoghi sacri orientali, come la Pagoda Uppatasanti, il cui nome, per ironia della sorte, potrebbe tradursi come “protezione contro le calamità”.

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Le notizie che giungono dalla Birmania sono poche e frammentarie; spesso la loro attendibilità è tutta da verificare, ma è certo che il disastro naturale che ha colpito il vulnerabile Paese del Sudest asiatico avrà lasciato segni anche sul suo inestimabile patrimonio culturale, già in pericolo per la guerra civile che persiste da anni nell’indifferenza colpevole di tutto il mondo.

Tempio della antica Bagan, Myanmar

Foto di © Vyacheslav Argenberg / http://www.vascoplanet.com/ condiviso via Wikipedia con licenza CC BY 4.0

Antonio Pagliuso

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