Si è tenuta questa mattina, nella sede della Fondazione Premio Sila, nel centro storico di Cosenza, la conferenza stampa di presentazione della quattordicesima edizione del Premio Sila ’49.
La decina del Premio Sila ’49
In collegamento web, i giurati Valerio Magrelli, Nicola Lagioia e Emanuele Trevi hanno illustrato la rosa dei libri selezionati:
Roberto Andò con Il coccodrillo di Palermo, La Nave di Teseo;
Nicola H. Cosentino con C’è molta speranza (ma nessuna per noi), Guanda;
Davide Enia con Autoritratto. Istruzioni per sopravvivere a Palermo, Sellerio;
Giulia Lombezzi con L’estate che ho ucciso mio nonno, Bollati Boringhieri;
Anna Mallamo con Col buio me la vedo io, Einaudi;
Rosa Matteucci con Cartagloria, Adelphi;
Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore, Feltrinelli;
Antonio Pascale con Cose umane, Einaudi;
Romana Petri con La ragazza di Savannah, Mondadori;
Claudio Piersanti con La finestra sul porto, Feltrinelli Gramma.
Ricca e variegata, la decina di quest’anno include opere di notevole spessore narrativo che rappresentano un ideale viaggio tra radici classiche e inquietudini contemporanee del nostro Paese. Nei libri prescelti si affrontano tematiche quali il rapporto padri e figli, la ricerca della grazia, le frontiere del desiderio, la violenza dell’adolescenza e il peso della memoria.
Enzo Paolini, Presidente della Fondazione Premio Sila ‘49, ha sottolineato come questi libri restituiscano “il ritratto di un Paese in movimento, con le sue contraddizioni, le sue ferite e le sue bellezze”, mentre la Direttrice Gemma Cestari ha posto l’accento sulla presenza di opere che “mettono al centro il Sud come laboratorio esistenziale e narrativo”, in riferimento alla Palermo fascinosa e “malata”, sospesa tra il peso della colpa e il desiderio di giustizia e redenzione, che emerge dalle pagine de Il coccodrillo di Palermo di Roberto Andò e di Autoritratto di Davide Enia, e la Reggio Calabria dei primi anni Ottanta, uscita dalla prima guerra di ‘ndrangheta e teatro degli scontri tra il Fronte della Gioventù e il Collettivo Studentesco, che Anna Mallamo rievoca incisivamente nel suo Col buio me la vedo io. “Non è un’operazione identitaria – afferma Cestari – ma la conferma che certe storie trovano lì la loro necessità geografica”.
La storia del Premio Sila ’49
Tra i più antichi premi letterari italiani, il Sila si è posto fin dall’inizio l’intento di collocare la Calabria nel vivo del dibattito culturale nazionale, coinvolgendo nelle proprie giurie personalità di spicco quali Giuseppe Ungaretti, Carlo Levi, Leonida Repaci, Geno Pampaloni, Enzo Siciliano, Rosario Villari.
Tornato a nuova vita a partire dal 2010, oggi il Premio Sila ’49 rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi di una città, Cosenza, che negli ultimi anni è di fatto diventata una delle capitali culturali del Meridione d’Italia, guadagnandosi anche il riconoscimento di “Città che legge”, che il Cepel – Centro per il Libro e la Lettura, ha riconfermato anche per il triennio 2024-2026: si tratta di un autorevole riconoscimento ministeriale che premia l’impegno dell’amministrazione nel promuovere la lettura come valore sociale.
Il ricordo di Marta Petrusewicz
Durante la conferenza stampa, il Presidente Paolini ha inoltre ricordato Marta Petrusewicz, giurata del Premio recentemente scomparsa, alla cui memoria si è deciso di dedicare la sezione Saggistica: un modo per rendere omaggio a un’importante figura di intellettuale impegnata, “una studiosa – ha aggiunto Paolini – che ha lasciato un segno profondo nella riflessione storica, sociale e politica sul Novecento. La sezione Saggistica del Premio Sila è nata anche grazie al suo contributo e alla sua visione, e da quest’anno porterà il suo nome”.
Con l’annuncio della decina il Premio Sila entra nella sua fase più vivace. Nelle prossime settimane la Fondazione organizzerà degli incontri pubblici nei quali gli scrittori candidati avranno modo di presentare al pubblico le proprie opere in varie location cittadine. La Giuria dei Lettori e la Giuria di Qualità approderanno in tal modo alla definizione della cinquina finalista. Seguirà poi la scelta del vincitore assoluto, proclamato e premiato durante un weekend letterario, solitamente in programma nel mese di giugno, in cui Cosenza diventerà il luogo di ritrovo ideale per chiunque ricerchi nella cultura le risposte alle grandi sfide della contemporaneità.
Antonella Falco

