Il Museo Nazionale dello Yemen è stato danneggiato a causa degli attacchi aerei israeliani intensificatisi nelle ultime settimane.
In un paese che non trova pace come lo Yemen è percepibile il pericolo che corrono anche i tesori culturali. Negli scorsi giorni il pericolo si è palesato con la serie di attacchi aerei lanciati da Israele contro la capitale yemenita Sana’a.
Nella offensiva di Tel Aviv contro le forze houthi – schieratesi in favore della causa palestinese – sono stati colpiti diversi luoghi di Sana’a, fra questi il Museo Nazionale dello Yemen. Sarebbe scampata alle bombe, invece, la città vecchia di Sana’a, dal 1986 patrimonio mondiale UNESCO, alla cui tutela, a suo tempo, si interessò anche Pier Paolo Pasolini in un famoso documentario.
Riaperto al pubblico nel 2023 dopo una lunga chiusura a causa dei conflitti interni – che non disdegnarono di colpire anche il patrimonio culturale e artistico del Paese attraverso la razzia di moschee, fortezze e biblioteche –, il Museo rappresenta la speranza di un popolo ferito, fra i più poveri del Medio Oriente, e in cerca di serenità.

Fondato nel 1971, il Museo nazionale yemenita si trova nel Palazzo imamita del Paradiso di Sana’a, nei pressi della centrale Piazza Al-Tahrir. Al suo interno sono conservati capitelli di pietra preislamici, bronzi, piatti e scimitarre dorate della prima epoca musulmana, manufatti dei regni yemeniti.
Un patrimonio culturale che ritorna a rischio, come già successo in passato e come accaduto recentemente in altri scenari di guerra poco considerati dalla opinione pubblica internazionale, come in Sudan.
Il riaccendersi della violenza all’interno dei propri confini non può che preoccupare la popolazione e le autorità. Il Ministero della Cultura dello Yemen ha chiesto all’UNESCO di condannare l’attacco subito e di adoperarsi per la protezione del patrimonio culturale del Paese arabo.
Foto di Rod Waddington – https://www.flickr.com/photos/rod_waddington/50918003742/ condivisa via Wikipedia con licenza CC BY-SA 2.0
Antonio Pagliuso

