Da oggi, e fino al 2 marzo 2025, al Museo Accorsi-Ometto di Torino sarà possibile visitare la mostra Giorgio de Chirico:1924.
Nel centenario del Surrealismo (1924-2024), segnato, nell’ottobre del 1924, dalla pubblicazione del Manifeste du surréalisme del critico francese André Breton, la Fondazione Accorsi-Ometto celebra Giorgio de Chirico, considerato il precursore del movimento francese oltre che uno dei più importanti pittori del XX secolo.
Sono oltre 70 le opere in mostra, affiancate da una ventina di ritratti degli artisti, poeti e scrittori surrealisti, fotografati da Man Ray e Lee Miller, tutte provenienti da collezioni private o da importanti musei ed istituzioni: la Gnam (Galleria Nazionale d’Arte Moderna) di Roma, il Mart (Museo d’Arte Moderna di Rovereto e Trento) di Trento, l’Unicredit Art Collection di Milano, la Casa Museo Boschi Di Stefano di Milano, la Casa Museo Rodolfo Siviero di Firenze, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese di Roma, l’Istituto Matteucci di Viareggio, la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck di Roma e il Lee Miller Archives dell’East Sussex, Uk.
Una cinquantina i dipinti e i disegni su carta di Giorgio de Chirico. Non solo, grazie al prestigioso prestito della Bibliothèque littéraire Jacques Doucet di Parigi, il museo espone per la prima volta il carteggio de Chirico-Breton (1921-1925), inclusa la lettera del 1924, poco conosciuta, in cui l’artista propose di realizzare per Breton la prima replica de Le muse inquietanti del 1918.
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La mostra, Giorgio de Chirico tra Metafisica e Surrealismo
La mostra, curata da Victoria Noel-Johnson, prende in esame uno specifico arco temporale che va dal 1921 al 1928, con un focus particolare sugli eventi intorno al 1924, anno cruciale per la fondazione del Surrealismo, per cui il pittore italiano assunse un ruolo fondamentale pur mantenendo la sua peculiarità di artista metafisico.
Si intende, così, evidenziare l’importanza del ruolo di de Chirico nella nascita e nello sviluppo del Surrealismo, nonché analizzare il suo complicato rapporto proprio con André Breton – che scopre la pittura metafisica del pittore italiano nel 1916 a Parigi tramite il poeta-critico Guillaume Apollinaire – con il poeta francese Paul Éluard e con sua moglie Gala (che poi sposò Salvador Dalì).
Io ritengo che una vera mitologia moderna sia in via di formazione. È a Giorgio de Chirico che spetta il compito di fissarne il ricordo in maniera imperitura. (André Breton)
Un sodalizio artistico e personale caratterizzato dapprima da un intenso rapporto epistolare e, in seguito, da una frequentazione assidua. Infatti, de Chirico conosce Éluard e consorte a Roma durante l’inverno del 1923-24. Breton e de Chirico si incontrano invece per la prima volta verso la fine dell’ottobre del 1924 a Parigi. Ne iniziano una serie di collaborazioni professionali e di amicizia che, però, non sono destinate e durare: il rapporto tra Giorgio de Chirico e il gruppo dei Surrealisti si inasprisce nel corso del 1925, fino al culmine raggiunto nel 1926 con la dura dichiarazione pubblica di Breton secondo cui de Chirico era ‘morto’ artisticamente nel 1918.
Il visitatore che deciderà di godere della bellezza delle opere del pittore italiano, potrà ammirare in mostra una ricca selezione di opere dai soggetti innovativi, un de Chirico capace di accostare con naturalezza presente e passato, nature morte, figure femminili e personaggi manichino.

