Trovato al largo di Gallipoli il relitto di una nave romana carica di anfore

Effettuata al largo di Gallipoli una stupefacente scoperta archeologica: dalle acque dello Jonio riemerge una nave romana col suo carico di anfore.

Il mare non smette di riservarci sorprese. Al largo di Gallipoli, nelle acque mitiche dello Jonio, è stata ritrovata una nave romana databile grossomodo al IV secolo d.C. e carica di anfore.

La nave inabissatasi nel mare dinanzi Gallipoli era di tipo mercantile: l’imbarcazione, infatti, aveva ancora il suo prezioso carico di anfore contenenti il garum, la famosa salsa liquida di interiora di pesce tanto apprezzata dagli imperatori e dalla aristocrazia romana.

Nell’antichità il garum veniva considerato una prelibatezza, commerciato in tutto il Mediterraneo: la salsa si otteneva dalla lenta macerazione delle parti interiori di pesci azzurri come sardine, alici e sgombri – quest’ultimo, indicato da Plinio il Vecchio come il più gustoso – a cui venivano aggiunte spezie ed erbe aromatiche. L’estratto veniva utilizzato per condire i piatti.

Non presenti i tituli picti, le iscrizioni dipinte che indicavano contenuto e provenienza, è la forma delle anfore a indicare che i manufatti sarebbero di produzione nordafricana: la costa del Maghreb era una delle aree principali dell’Impero di produzione del garum, assieme al Sud Italia e alla Andalusia.

Avvenuta a giugno 2025, la scoperta non è stata diffusa per tutelare al meglio il giacimento subacqueo e proteggerlo da possibili saccheggi. La scoperta del relitto si deve al lavoro di squadra svolto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari e dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli.

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Il recupero della nave romana dai fondali dello Jonio partirà presto, nel pieno rispetto della Convenzione Unesco per la protezione del patrimonio culturale subacqueo adottata a Parigi il 2 novembre 2001. Il finanziamento necessario per gli interventi di documentazione, indagine archeologica e messa in sicurezza del patrimonio sommerso è stimato in 780.000 euro.

Relitto navale di Albenga di epoca romana denominato Relitto A – MIBAC

Foto di Gattuccio – Own work condivisa via Wikipedia con licenza CC BY-SA 3.0

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