Nel Museo nazionale d’arte della Moldova è custodito il patrimonio nazionale di pittura e scultura della piccola repubblica dell’Europa dell’Est. Inaugurata nel 1939, la galleria ha attraversato tutte le vicissitudini del paese, dalla scomparsa del suo patrimonio originario all’occupazione dell’Unione Sovietica, fino ai danneggiamenti e la lunga chiusura causati dal terremoto del 1990.
Principale istituto museale del paese, il Museo nazionale d’arte della Moldova si trova su una strada che taglia la Ștefan cel Mare, via maggiore di Chișinău che prende il nome dell’eroe nazionale Stefano il Grande, sovrano del Principato di Moldavia a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento e “campione della fede cristiana”, sbarramento della frontiera Est contro l’avanzata ottomana.
La storia del Museo nazionale d’arte della Moldova
La prima idea di un museo d’arte a Chișinău presa forma nel novembre del 1939, con l’inaugurazione della galleria allestita grazie all’impegno dello scultore Alexandru Plămădeală e del pittore Auguste Baillayre, nominato primo direttore dell’istituto. Il primo luogo a ospitare il museo civico della piccola capitale della Moldova fu l’edificio conosciuto come Villa Herța, dal nome del suo proprietario, il nobile e giurista Vladimir Herța, sindaco di Chișinău nel 1918.
All’apertura, la galleria ospitava circa 160 opere selezionate da Plămădeală fra la migliore arte romena e bessarabica. Il museo incontrò però subito le prime vicissitudini che ne hanno segnato la storia fino ai giorni nostri. Nel ’41, allo scoppio della Seconda guerra mondiale e con l’ingresso della Moldova nella Unione Sovietica, il patrimonio originario del museo fu caricato su dei vagoni e trasferito prima a Tiraspol e poi a Charkiv. Finì che dalla città ucraina, al centro di molteplici battaglie fra l’Armata Rossa e la Wehrmacht, si persero le tracce dei beni artistici ivi trasportati.

La rinascita del Museo
La pinacoteca risorgerà nel dopoguerra con la cessione di alcune opere da parte della Galleria Tret’jakov di Mosca, dell’Accademia russa di belle arti e dell’Ermitage di Lenigrado. Il patrimonio del museo crescerà costantemente, accogliendo anche la collezione personale di Baillayre, scomparso nel 1961.

Il trasferimento del Museo nazionale d’arte nel palazzo che oggi lo ospita avviene nel 1989, ancora prima dell’indipendenza della Moldova giunta nel ’91.
L’odierno Muzeul Național de Artă al Moldovei si trova in un elegante palazzo in stile eclettico costruito nei primissimi anni del Novecento dall’architetto russo di origini ticinesi Alexander Bernardazzi, attivo soprattutto fra Odessa e la capitale moldava. Bernardazzi contribuì alla sistemazione dell’impianto urbanistico di Chișinău e all’edificazione, fra il 1898 e il 1901, del primo palazzo del municipio della città.
Agli albori del secolo, l’edificio ha ospitato il ginnasio femminile fondato dalla principessa della Bessarabia Natalia Dadiani (1865-1903), molto impegnata nel campo dell’istruzione femminile nelle regioni periferiche dell’Impero russo; successivamente, negli anni in cui la Moldova diventò una delle repubbliche socialiste dell’URSS, è stato sede del Comitato centrale del partito comunista e del museo della storia del partito.
I terremoti e la lenta riapertura
Danneggiato dai terremoti del maggio 1990 che ebbero come epicentro la Moldavia romena, il palazzo restò chiuso per oltre vent’anni e la storia del più importante istituto culturale del paese si congelò. I restauri partiti nel 2004 e durati fino al 2021 hanno permesso la riapertura di spazi sempre maggiori dell’ex ginnasio della principessa Dadiani.

La galleria d’arte di Chișinău oggi
Sfarzoso ma senza esasperazione, quasi morigerato, il palazzo riflette un po’ l’anima stessa della piccola Moldova, passaggio da Occidente a Oriente, crocevia di lingue, popoli e culture, spesso, nel corso dei secoli, in contrasto fra loro per il controllo di questo lembo di terra stretto fra i fiumi Prut e Dnestr.
Divisa su tre livelli, oggi la galleria d’arte di Chișinău ospita lavori di scultura e pittura. Nella collezione del museo moldavo si elevano diversi nomi come quello della scultrice sovietica Claudia Cobizev, del pittore russo-francese Antoine Irisse, dell’artista moldava Valentina Rusu-Ciobanu, del famoso paesaggistica Ivan Šiškin, oltre a vari lavori dei suoi due ideatori: Alexandru Plămădeală e Auguste Baillayre.

Dall’arte antica a quella moderna e contemporanea, dall’arte russa a quella orientale, sono circa 40.000 le opere conservate nella galleria, ente principale della promozione del patrimonio artistico nazionale della Moldova. Considerevole, in particolare, la collezione di incisioni degli artisti nipponici Tsukioka Yoshitoshi, Utagawa Kunisada e Utagawa Hiroshige.
Capitale politica e culturale della Moldova, Chișinău ospita altri centri di prestigio per la cultura del paese, come la Casa-museo Aleksandr Puškin. Situata sempre nei pressi della Ștefan cel Mare, la dimora ha ospitato il padre della lingua letteraria russa in una parte del suo esilio, imposto dallo zar Alessandro I a causa del contenuto di alcuni componimenti, in Bessarabia, la più isolata gubernija dell’Impero. È proprio in quegli anni in Bessarabia e in particolare a Chișinău che Puškin mise le basi del suo celebre poema Evgenij Onegin.
Ghenadie Jalbă, Sărbătoare II (Festa II) dettaglio
Antonio Pagliuso

