La giornalista e produttrice palestinese Shrouq Aila riceve il Premio Inge Feltrinelli 2026 per la categoria libri grazie al suo Hanno ucciso habibi (edito wetlands).
Presso la Fondazione Feltrinelli di Milano sono stati consegnati i premi della quarta edizione del Premio Inge Feltrinelli. Il tema della edizione 2026 del Premio è stato “Scrivere per (r)esistere”.
La giuria internazionale del Premio ha scelto come vincitrice nella categoria Libri opere di fiction e non fiction Shrouq Aila. La giornalista e produttrice palestinese, direttrice dell’agenzia Ain Media, riceve il Premio Inge Feltrinelli grazie al suo Hanno ucciso habibi, uscito in Italia per le edizioni di wetlands books con la traduzione di Anna Nadotti. L’edizione italiana del libro è arricchita dalla postfazione della scrittrice etiope Maaza Mengiste.
Il Premio Inge Feltrinelli categoria Libri opere di fiction e non fiction è rivolto a scrittrici e giornaliste che nelle loro opere raccontino e denuncino violazioni dei diritti umani e soprusi.
La cinquina del Premio Inge Feltrinelli
Il libro di Shrouq Aila ha ottenuto la preferenza sugli altri testi che componevano la cinquina del Premio:
Tutti i nostri segreti di Fatma Aydemir (Fazi);
E ho smesso di chiamarti papà di Caroline Darian (UTET);
La Cecilia di Michela Panichi (Nottetempo);
Nati fuori binario di Sabrina Pignataro (Il Margine).
Il libro vincitore
Così la casa editrice presenta Hanno ucciso habibi, il libro di Shrouq Aila vincitore del Premio Inge Feltrinelli.
Cosa significa lottare ogni giorno per sopravvivere in quella landa desolata che è diventata Gaza? Shrouq Aila, giornalista pluripremiata, madre e vedova, ce lo racconta attraverso la sua storia, quella di una donna che cerca di crescere una figlia da sola, nella morsa della carestia e sotto il fuoco degli incessanti bombardamenti israeliani. Con l’urgenza di un disperato appello e la forza disarmante di chi mantiene intatta la propria lucidità nell’epicentro dell’orrore, Shrouq ripercorre l’uccisione del marito, la distruzione della sua casa, le continue fughe e i rifugi provvisori, i tentativi di proteggere e nutrire sua figlia, l’angoscia di non poter rispondere alle sue domande né colmare le sue paure. Nelle parole di Shrouq, la tragedia del genocidio perde l’astrattezza della cronaca e diviene carne, volto, respiro. Ma Hanno ucciso habibi è anche la testimonianza della resilienza umana e del coraggio di un popolo la cui determinazione a ricostruire il proprio futuro sulle macerie rimane incrollabile. Un libro che ci conduce nel cuore di tenebra del nostro mondo, impedendoci di distogliere lo sguardo e insegnandoci cosa vuol dire amare.
Il Premio è promosso da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Gruppo Feltrinelli in collaborazione con BookCity Milano, AIE e Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri.
A formare la giuria della edizione 2026: Carlo Feltrinelli, Alessandra Carra, Francesca Silva, Lucia Annunziata, Dominique Burgois, Simonetta Fiori, Silvia Sesé, Ezio Mauro, Riccardo Noury, Christoph Ransmayr, Pinar Selek, Susanne Schüssler e Burhan Sönmez.

