“Nuotando in mare, magari in acque appena un po’ profonde, lei non ha mai avuto la sensazione di essere osservato? Proprio dal fondo? Come la sensazione della possibilità che non qualcuno, ma qualcosa potesse venire a prenderla e portarla altrove?”
La Terra è un arcipelago di isole circondate dall’acqua, soltanto all’apparenza distante dalla Pantalassa che più di 200 milioni di anni fa accerchiava il supercontinente Pangea. Isole che nel corso dei milioni di anni hanno mutato forma, si sono unite e si sono staccate, compattate e lasciate disperdere nei mari, ma che non hanno mai smesso di affascinare e stimolare la fantasia dei suoi ospiti “principali”, gli esseri umani.
Ernesto Franco è autore dell’isolario dal titolo Storie fantastiche di isole vere, da poco uscito per Einaudi, una raccolta di storie vere o potenzialmente tali provenienti dalle isole del mondo. Isole vicine e remote, abitate e disabitate, giovani e preistoriche, antropizzate o incompatibili col genere umano, isole che sovente vivono senza desideri e senza speranze, capaci solamente “di essere, come ogni cosa naturale”.
Storie di terra e di abisso
Abituate a “pensarsi come il centro del mondo”, in perenne bilico fra superficie e abisso, fra pòntos e thàlassa, le isole per loro natura portano tutto all’estremo.
Isole reali, verosimili e leggendarie, come l’Isola di Pasqua coi suoi giganteschi e misteriosi moai; Rodi e il suo Colosso, distrutto quasi subito dopo la costruzione e divenuto leggendario per mare e per terra; la Cipro di Afrodite e di Otello; le mitiche Itaca e Atlantide – quest’ultima, “l’unica isola su cui tutti, in qualche modo, per qualche istante, siamo stati” –; la Creta del Minotauro, di Dedalo, del labirinto e del filo d’Arianna; Ferdinandea, l’isola vulcanica che nel 1831 emerse – o riemerse – dalle acque al largo di Sciaccia, in Sicilia, per poi scomparire lasciando con le carte in mano i regnanti che si scornavano per imporvi il proprio dominio.
Isole gelose e diffidenti
Approdi e transiti scandiscono la storia remota delle isole. Isole la cui geografia “genera sempre l’idea di un nuovo inizio”, come Malta, coi due orologi apposti sui campanili delle chiese sparse per l’isola, uno vero e uno dipinto, stratagemma che da secoli i maltesi usano per ingannare il tempo, il diavolo, la vita.
Isole di pirati e di marinai, di bucanieri e di mercenari, di conquistatori e piloti, isole ospitali e inospitali, gentili e diffidenti, gelose della propria natura misteriosa, “messaggi in bottiglia affidati alle acque”, coriandoli di terra che galleggiano; isole segnate da assedi, battaglie, sangue, conquiste e liberazioni, isole di solitudine e allontanamenti, isole prigione, come Alcatraz, l’isola-carcere per antonomasia, ma soltanto la più celebre delle centinaia di isole del globo terracqueo che in qualche momento della loro esistenza, prima o dopo, sono state destinate al confino insulare degli esseri umani.
Il Pilota, la voce narrante del romanzo di Ernesto Franco
Con una prosa elegante, ricercata e piacevole, Ernesto Franco affida i suoi frammenti di storie a una voce cortese e melliflua, quella del Pilota, narratore-marinaio di una Genova anfibia e cosmopolita, “tesa come una gomena fra Oriente e Occidente”. Districandosi fra gli scogli levigati dal mare, serpeggiando lungo i carruggi, illuminati dalla luna e spazzolati dalle raffiche di maestrale, che conducono al porto, il Pilota racconta a un anonimo ascoltatore le storie delle isole che ha visitato o che ha sognato di visitare.
Storie fantastiche di isole vere è un romanzo che cattura, una conversazione flautata che sembra provenire dalle notti oniriche del Marinaio di Fernando Pessoa, dagli abissi di Herman Melville o dalle lotte per la sopravvivenza di Ernest Hemingway, un libro-balena – come la leggendaria isola-mostro – che ci trascina con sé nelle profondità più incognite di altri mari e di altre storie. Perché c’è sempre un altro mare, un’altra isola, un’altra storia da scoprire.
Antonio Pagliuso

