Uscito per Ischìre, I giorni del Corvo è il titolo del nuovo thriller di Eleonora Carta, un intrigo internazionale sulle sponde del Mediterraneo in cui l’autrice amalgama elementi della spy story e del noir psicologico.
“Il corvo è un animale ricco di significati: c’è chi lo vede come simbolo di sventura, chi come messaggero di verità scomode. Certo è che, quando compare, qualcuno inizia a preoccuparsi.”
Paolo Fabbri, già Antonio Garcìa Dones, nome in codice il Corvo, agente sotto copertura specializzato in operazioni di raccolta di informazioni, anche in scenari di guerra, è stato rapito a Tripoli, nel suo ufficio dell’OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. A portarlo via quello che appare un commando di militari libici. Questo è soltanto il primo enigma che accompagna la lettura de I giorni del Corvo, il nuovo romanzo di Eleonora Carta, edito per Ischìre.
Coordinatore di una squadra di esperti in sicurezza informatica, Fabbri è sospettato di avere ficcato il naso in questioni non di sua competenza e di avere violato la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America. Condotto per il primo interrogatorio – e le prime torture – in un luogo in cui le forze americane svolgono le loro cosiddette “operazioni non ufficiali”, l’agente viene poi trasferito in un campo di detenzione a Tajoura, cittadina a sudest della capitale libica, dove vengono consumati abusi su migranti e rifugiati, lontani dagli sguardi colpevolmente distratti delle Nazioni Unite e dell’opinione pubblica internazionale.
Interessato direttamente al rapimento è l’AISE, il Servizio segreto italiano per l’estero. Nelle sale di Palazzo Dante si sta decidendo in che modo intervenire per recuperare il Corvo. La vicenda, infatti, rischia di scatenare una crisi diplomatica con il governo italiano sotto ricatto per via delle informazioni in possesso dell’uomo.
Il Corvo approda in Sardegna
Caricato presto su un barchino di migranti e scortato in Italia, Paolo Fabbri viene affidato all’esperto maggiore del ROS Linda De Falco. Già protagonista del precedente romanzo di Carta, Piani inclinati, De Falco preleva l’agente sulle coste dell’Arcipelago del Sulcis, sudovest della Sardegna, pressoché ignara dei segreti che cela l’individuo – uomo misterioso, impenetrabile, abituato a pensare per calcoli, codici e strategie – e della delicatezza dell’operazione che le è stata assegnata.
In ballo c’è la sicurezza di un complesso e segretissimo sistema di sorveglianza e controllo, il Piano Legio, che coinvolge il governo italiano, i servizi segreti statunitensi e gli equilibri del globo intero. Ma soprattutto, in pericolo è la credibilità dell’Italia che, se da una parte non può permettere si diffondano segreti di stato, dall’altra non può ritrovarsi al centro di un processo mediatico per avere abbandonato al suo destino un servitore della patria. Di ricadere in errori già commessi.
“Vuole sapere quante persone nella mia condizione sono scomparse senza che nessuno ne abbia mai avuto notizia? Quanti sono stati giustiziati nell’ombra per evitare panico o incidenti diplomatici?”
Un’isola di nostalgie e silenzi
I giorni del Corvo si trasforma così in una spy story mediterranea in cui, fra ambiguità istituzionali, inaspettate rivelazioni e mezze verità, anche le bellezze paesaggistiche della Sardegna sono protagoniste. Le polimorfe bellezze di una terra arcaica, variegata ed essenziale, al contempo esposta e imperscrutabile, dalla costa – non quella “smeraldizzata” – all’entroterra; una terra mitica in cui natura e storia, passato e presente si ibridano. Un patrimonio unico cui Eleonora Carta rende omaggio.
“Dal finestrino, l’isola mostrava ancora il suo volto più elusivo. Visioni sempre differenti, spazi che annullavano le proporzioni, alture aspre e declivi morbidi, punteggiati di rocce risplendenti di una luce bianca come la luna contro il verde cupo della vegetazione. Tutto sembrava essere il simbolo di qualcosa ancora da decifrare.”
Per Linda De Falco la Sardegna è anche isola di passione e dolore, di nostalgie e silenzi. La geografia interiore di una terra dove ricercare se stessa, la parte di sé perduta, travolta dalle sofferenze di un passato ancora non elaborato. Una dimensione altra, sospesa, un mondo quasi astratto che finirà per segnarla ancora una volta.
Sull’isola del Mediterraneo si consuma un intrigo internazionale in cui giusto e sbagliato, bene e male si confondono, in cui le scelte non possono che lasciare amari strascichi, lacerazioni profonde nell’anima di chi resta. E pure di chi va.
Antonio Pagliuso

