Solenni testimoni della civiltà prenuragica sarda, le domus de janas sono ufficialmente Patrimonio dell’umanità Unesco. Le tipiche tombe preistoriche scavate nella roccia della Sardegna diventano il sessantunesimo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale.
“Le domus de janas testimoniano un’identità culturale profonda, oggi finalmente riconosciuta a livello internazionale.” Così Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, commenta la avvenuta iscrizione delle domus de janas sarde nella lista Patrimonio dell’umanità Unesco.
Le domus de janas diventano Patrimonio dell’Umanità Unesco
La candidatura del sito “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” presentata a inizio del 2024, è stata valutata positivamente dal Comitato della Convenzione del 1972 e accolta nella prestigiosa lista del Patrimonio Unesco nel corso della 47^ sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunitosi a Parigi.
Il sito riconosciuto dall’Unesco comprende diverse necropoli costruite a partire dal V millennio a.C. (Neolitico Medio) fino alle soglie della civiltà nuragica. In totale le tombe ipogee scolpite nella pietra viva inserite nel sito Unesco sono diciassette.
Promossa dall’Associazione Centro Studi Identità e Memoria Sardegna e dalla rete dei Comuni delle domus de janas e sostenuta dalla Regione Sardegna, la candidatura è stata coordinata dal Servizio Unesco del Segretariato generale con l’assistenza degli Uffici territoriali competenti del Ministero della Cultura.
Le cosiddette Case delle fate, testimoni delle pratiche religiose e funerarie del Neolitico, della civiltà e della memoria millenaria della Sardegna, sono oltre tremila e cinquecento, sparse in tutta l’isola del Mediterraneo occidentale.

Il riconoscimento premia anche l’intero popolo sardo e l’enorme, e spesso nell’ombra, lavoro svolto negli anni da enti, comunità locali, associazioni e studiosi per fare conoscere il valore universale della tradizione delle domus.
61 Patrimoni Unesco per l’Italia
Le tombe preistoriche scavate nella roccia tipiche della Sardegna diventano così il sessantunesimo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale. L’Italia continua a guidare la illustre classifica, confermandosi come il Paese col maggior numero di siti iscritti al Patrimonio dell’umanità Unesco. Seguono Cina con 60 siti iscritti e Germania e Francia con 55 e 54.
Una domus a Lotzorai (OG)
Foto di Mauro Mereu – Opera propria condivisa via Wikipedia con licenza CC BY-SA 2.5
Antonio Pagliuso

