Almeno tu di Carlo Lucarelli è un romanzo spietato che mette in discussione le apparenze delle vicende più drammatiche, una storia che esplora il risvolto oscuro dei misfatti che più facilmente risvegliano il perbenistico cordoglio popolare.
È il dolore più grande che si possa provare, la perdita di un figlio, il motivo centrale di Almeno tu, il nuovo romanzo dello scrittore e conduttore per tv e radio Carlo Lucarelli.
Edito da Einaudi Stile Libero, il testo ci trascina nei recessi più torbidi dell’animo umano, nel cuore nero di un uomo qualunque, distrutto dalla tragica scomparsa della unica figlia, una notte d’agosto, di ritorno da una festa di paese. Elisa è stata investita da un’auto. La ragazza è morta sul colpo.
“All’improvviso sento lo stridere dei freni che mi perfora le orecchie come un urlo, sento la botta sulla nuca così dura che mi arriva fino ai denti, i suoi occhi spalancati, il respiro che si tronca nella bocca aperta, quanto male hai sentito, quanta paura hai provato stesa a terra sotto la pioggia, cos’ha pensato mentre moriva, perché Elisa è morta, morta, là da sola, e io non c’ero, dov’ero io, perché non ero lì a prenderti in braccio, dov’ero, dove.”
È un dolore che acceca, azzera l’esistenza, la frantuma in mille pezzettini. Vittorio, questo il nome del protagonista maschile del romanzo, si separa dalla moglie, molla la sua professione di insegnante e si chiude dentro sé, nel suo devastante tormento, concentrando tutte le sue forze mentali su Elisa, su quello che è successo alla sua bambina, sulle indagini che partono col piede sbagliato – drammatica costante di tanti gialli italiani, quelli che Lucarelli racconta da quasi trent’anni –, sui ragazzi che quella maledetta notte erano in auto con sua figlia, ragazzi che parlano, forniscono versioni monche e discordanti, smentiscono, spariscono. Per Vittorio il lutto si trasforma in ossessione. Il nero in più nero.
Solo la giustizia può lenire il male che lo sta divorando. Ma quando la giustizia non funziona – o non soddisfa le aspettative della cosiddetta parte lesa – le alternative sono due: o fare ricorso oppure starsene zitti e buoni e contentarsi e andare avanti. Ce n’è una terza, in realtà, di alternativa: farsi giustizia da sé.
Vittorio diventa così un lupo mannaro, sulle tracce delle sue prede, nascosto nelle tenebre, invisibile nel buio che ancora deve esplorare per intero.
Carlo Lucarelli ci trasporta di forza nel mondo grigiastro dei nostri figli, sotto quella angolatura fosca che non conosciamo, che non vogliamo vedere, che ci illudiamo non esista. Un mondo giovanile inaccessibile, disconnesso, sovente spoglio del minimo senso della realtà, sperduto, intossicato dai miasmi emessi dalle fogne delle nuove residenze virtuali, irreali se non nei danni che producono, quelli sì terribilmente reali. Ragazzi privi di sogni, estraniati e dipendenti dagli impulsi provenienti dallo schermo del loro dispositivo-rifugio, tanto alienati che anche gli passasse accanto un triceratopo fucsia non lo noterebbero.
Con Almeno tu Carlo Lucarelli ritorna alla graffiante verve narrativa che lo distingue – risalita ai livelli massimi già nel 2021 con Léon –, fotografando il presente alla sua maniera e consegnandoci un thriller sporco, scorretto, eretico.
Antonio Pagliuso

