All Inclusive di Massimo Felice Nisticò (Rubbettino), un romanzo nel romanzo che ci racconta di un mondo in cui nulla è come appare e vi è solo un punto saldo cui aspirare e aggrapparsi: la ricerca della verità, mentre si cerca – e si trova – se stessi.
Il romanzo di Nisticò, chirurgo ospedaliero, ci porta nel bagliore sospeso della Baia de Ramla insieme al protagonista Matteo Massifeni, giovane scrittore in cerca di nuova ispirazione che accetta un lavoro stagionale in un resort di lusso che promette il sogno perfetto: All Inclusive, appunto.
Nella comunità di personaggi molto ben caratterizzati che lo circondano ‒ l’editore, il direttore, l’antropologo, la donna dagli occhi di tempesta ‒ ogni incontro diventa un frammento di rivelazione, una ferita da cui filtra la luce.
Ricerca di sé, finzione e inganno
La luce e la redenzione che Massifeni insegue per tutto il romanzo, a volte senza esserne perfettamente consapevole. E, con lui, la presenza costante di una umanità contrapposta e fusa insieme a una intelligenza artificiale che ci accompagna nel quotidiano e tanta parte ha nelle nostre vite. Ma a quale costo?
Si sa, non deve certo spiegarlo la sottoscritta, che il problema – se di problema si può o si deve parlare – non è l’AI e i social cui affidiamo ormai tutto il nostro più intimo privato, ma l’uso che si decide di farne. Uno strumento tanto utile quanto pericoloso, e noi insieme al giovane Matteo lo scopriamo mentre ci facciamo strada nella trama complessa del romanzo.
Scorriamo le pagine scritte da Nisticò in maniera magistrale. Giacché mescolare ironia e disincanto è un esercizio che gli riesce talmente bene che la lettura procede veloce, ti strappa persino qualche risata e poi ti rimette a posto, ché la storia si fa intricata e trovare una via di uscita dal labirinto di inganni e specchi che si nasconde dietro questo paradiso artificiale non è semplice.
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Del resto, in All inclusive certe situazioni fanno presto a ribaltarsi: quando tutto in questo resort sembra andare bene ecco che le vicende prendono una piega diversa. Qui dove l’uomo scopre che la realtà è solo una trama di percezioni, diventa fondamentale la consapevolezza di sé. È questo ultimo aspetto il filo di Arianna che porterà Matteo Massifeni fuori dal labirinto di cui prima.
Soprattutto quando si troverà vittima di un colossale inganno perpetrato ai suoi danni, e a quello di molti ospiti del resort finiti spiati e manipolati tramite i loro dati sensibili, sin dall’inizio. Dark web, trading on line, gaming clandestino, ricatti e soldi facili: temi che fanno del romanzo di Nisticò una opera molto attuale.
E allora in mezzo a queste riflessioni pare quanto mai puntuale anche il riferimento nel romanzo a un classico della letteratura: Moby Dick di Herman Melville. C’è un momento all’interno della storia in cui sul resort sta per abbattersi un uragano devastante, per distrarre gli ospiti Massifeni e i suoi compagni di avventura più fedeli decidono di organizzare un reading che prevede la lettura di alcuni passaggi dell’opera.
L’idea stessa di sentirti preoccupato – disse – vedi: è tutto un’illusione, Matteo. Ragiona: non si può in alcun modo evitare l’uragano. Possiamo, invece, fare qualcosa che ci faccia attraversare la notte; che ci accompagni fino all’alba, se mi permetti la metafora.
L’aspetto che più interessa, però, è che Moby Dick simboleggia una potente metafora del conflitto esistenziale, della ricerca di senso. È la lotta dell’uomo contro il male, e la caccia di Achab alla balena bianca (la medesima che troviamo sulla copertina del libro) è certo una ricerca ossessiva, ma ancora di più un viaggio interiore per affrontare i propri limiti e paure. È la ricerca di risposte. Ed è quello che Massifeni, pur nel momento di estrema vulnerabilità, fa, dimostrando a tutti la “mia buona fede, le mie convinzioni «magari ingenue» di informare il mondo di tutto ciò che lo minacciava. […] avevo sempre pensato a un romanzo contemporaneo che affrontasse i temi del vero e del falso”. Quando sembra che stia per avere la peggio, il giovane scrittore riprende in mano se stesso.

