La cucina italiana candidata a Patrimonio Culturale UNESCO

“La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” è stata candidata alla lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

“Da parte mia ci sarà tutto il sostegno, perché cucina italiana significa promuovere l’idea di qualità della vita e del vivere italiano che è fatto di arte, di cultura, di paesaggi, di monumenti ma anche di esperienze come quelle delle eccellenze alimentari.”

Così il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano nel corso della conferenza stampa svolta al Collegio Romano che ha lanciato, assieme al Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, rappresentato dal Ministro Francesco Lollobrigida, la candidatura UNESCO della cucina italiana alla lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La cucina italiana in corsa per la tutela UNESCO

La candidatura “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”, approvata dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana UNESCO, è supportata dal Comitato scientifico preseduto dal professor Massimo Montanari e dall’Accademia italiana della Cucina, istituzione fondata nel 1953 da Orio Vergani che conta più di 7.500 accademici associati in Italia e all’estero e la Fondazione Casa Artusi, fondata nel 2007 con il fine di promuovere la cucina di casa italiana.

Foto di Jakub Kapusnak da Foodiesfeed.com

In Italia cucinare è un modo di prendersi cura della famiglia, degli amici e dei turisti. Un corollario di tanti sapori e saperi locali, un’espressione di creatività e di conoscenza che diventa tradizione da trasmettere fra generazioni. L’arte della cucina è pure una forma di tutela della biodiversità, basata su un utilizzo oculato del cibo e sul suo riutilizzo.

Un patrimonio per italiani e stranieri

La cucina fa parte della storia del Paese ed è un patrimonio per i sessanta milioni di italiani che vivono nella Penisola e per gli ottanta milioni di italiani e loro discendenti che vivono all’estero; un patrimonio che ispira lo stile di vita di una platea sempre più vasta di stranieri.

L’Italia tra patrimonio mondiale e immateriale UNESCO

Sono cinquantotto i siti italiani riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità, un dato che fa dell’Italia il Paese maggiormente rappresentato: seguono con cinquantasei siti la Cina e con cinquantuno la Germania.

Per quel che riguarda la lista del patrimonio immateriale dell’umanità, l’Italia ha finora ottenuto l’iscrizione per quindici siti. Tra questi alcun’altri di carattere gastronomico come la dieta mediterranea, l’arte del pizzaiuolo napoletano, la vite ad alberello di Pantelleria e la cerca e cavatura del tartufo. Questa volta è la Cina a guidare la classifica con quarantadue siti.

Antonio Pagliuso

Foto di Engin Akyurt da Pexels.com