Artista di punta delle avanguardie russe, Olga Rozanova nasceva a Melenki, città della Russia europea, il 22 giugno 1886. Il suo nome può essere accostato a quello di grandi rivoluzionari delle arti come Majakovskij, Malevič e Al’tman. La pittrice morirà giovane negli anni della Rivoluzione bolscevica.

La sua arte, sviluppata fra pittura, grafica e illustrazione di libri, è legata in maniera inscindibile alla storia delle avanguardie russe di inizio Novecento, periodo in cui erano le belle arti a ricoprire un ruolo predominante sulle lettere. Autrice di punta della corrente suprematista, direttamente collegata al cubofuturismo, Olga Vladimirovna Rozanova nasceva a Melenki, città dell’oblast’ di Vladimir, Russia europea, il 22 giugno 1886.

Rivoluzionaria delle arti, la pittrice seguiva e diffondeva l’idea di un’arte libera dai significati convenzionali, che creasse un punto zero dal quale l’intera storia dell’arte potesse ripartire. Assieme a Natalja Gončarova e Aleksandra Ėkster fu tra quelle pittrici che il poeta Benedikt Livšic definì le “amazzoni dell’avanguardia russa”.

“Queste tre formidabili donne costituirono sempre una pattuglia avanzata della pittura russa e infondevano nel loro ambiente quel fervore battagliero, senza cui sarebbero stati inimmaginabili i nostri successivi successi.” (B. Livšic)

Autoritratto (1917) Foto di Ol’ga Rozanova – Ольга Розанова. …увидеть мир преображённым: [Каталог выставки] / Предисл. Л. И. Иовлевой, вступ. ст. В. Н. Терёхиной. — М.: Пинакотека, 2007. — 156 с. — ISBN 978-5-88149-274-8 di pubblico domino condivisa via Wikipedia

L’arrivo a Pietroburgo e l’ingresso nell’Unione della Gioventù

Quinta e ultima figlia di Vladimir Rozanov, pubblico ufficiale, e di Elizaveta, figlia di un prete ortodosso, all’età di dieci anni Olga Rozanova si trasferisce con la famiglia a Vladimir, fra le più antiche città della Russia, particolarmente nota per i suoi monumenti bianchi inseriti nella lista del Patrimonio dell’umanità Unesco.

A Vladimir, Rozanova consegue il diploma, per poi dare seguito agli studi a Pietroburgo, presso la scuola di pittura e disegno di Elizaveta Zvantseva. Nella città di Pietro il Grande, “la più astratta e premeditata del globo terracqueo”, come ebbe a definirla Dostoevskij, cominciano a circolare i suoi dipinti e due sue tele – Natura morta e In un caffè – vengono accolte nella mostra collettiva organizzata nella primavera del 1911 da Sojuz Molodëži (Unione della Gioventù), movimento artistico d’avanguardia del quale scriverà il manifesto.

Nel manifesto, Olga Rozanova e i membri dell’Unione dichiarano, alla stregua dei cubofuturisti e di altre prime avanguardie russe, la loro ferrea ostilità all’arte accademica, alle etichette e agli autori del passato tanto amati dai filistei, facendosi promotori della libertà creativa assoluta. Per il gruppo passeranno nomi altisonanti delle arti russe di quell’epoca irripetibile come Kazimir Malevič, Vladimir Majakovskij, Velimir Chlebnikov, Elena Guro e Aleksandra Ėkster. E ancora: i fratelli David e Vladimir Burljuk, Jurij Annenkov, Natan Al’tman. In una occasione esporrà nei salotti di Sojuz Molodëži anche Marc Chagall.

Olga Rozanova, artista di punta della corrente suprematista
Composizione di Olga Rozanova (1917), Museo nazionale d’arte dell’Azerbaigian (foto Antonio Pagliuso)

Olga Rozanova e Filippo Tommaso Marinetti

L’Unione della Gioventù mantiene un legame con i futuristi italiani, nella convinzione che la ricerca di un’arte inedita e realmente rivoluzionaria dovesse essere un’impresa collettiva che coinvolgesse più nazioni e culture possibili. È così che all’inizio del 1914 Olga Rozanova incontra Filippo Tommaso Marinetti. Con il leader del movimento dei futuristi italiani visita Pietroburgo – che nella seconda parte dello stesso anno sarebbe divenuta Pietrogrado.

La circostanza è pretesto perché l’autore di Zang Tumb Tumb – componimento di parole in libertà simbolo del futurismo uscito quello stesso anno – la inviti a partecipare alla Mostra internazionale del Futurismo in programma a Roma in primavera. Rozanova invia quattro dipinti e due libri corredati dalle sue illustrazioni.

Da quel 1914 in poi, le opere dell’artista russa sono presenti in sempre più esposizioni d’arte, come la Women Artists for the Victims of War, organizzata a Mosca dall’Unione delle pittrici di Mosca a cavallo fra il ’14 e il ’15.

Scrittoio (1914) Foto di Ol’ga Rozanova – http://www.fondationbeyeler.ch/en/exhibitions/search-010/works di pubblico domino condivisa via Wikipedia

Il legame con Kručënych e gli anni del suprematismo

Alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre, Rozanova si trasferisce a Mosca, la futura capitale. Nel 1916 sposa il poeta futurista Aleksej Kručënych – già conosciuto nel ’12 e col quale costruisce una solida collaborazione creativa, più che sentimentale –, autore, coi contributi di Chlebnikov e Malevič, della Vittoria sul Sole, opera teatrale chiave dello zaum’, la lingua transmentale, “la futura lingua del mondo” (Chlebnikov) composta da parole inventate, destrutturate e riassemblate in modo apparentemente sconclusionato, che ha nei succitati artisti alcuni dei rappresentanti più eminenti.

Anche per Olga Rozanova le lettere dell’alfabeto diventano materia prima con cui creare arte; anche per lei la sperimentazione diviene una necessità: lo testimoniano le illustrazioni e i lavori realizzati per diversi cataloghi e libri futuristi, come quello per Zaumnaia gniga, testo del 1915 firmato da Kručënych e da un giovanissimo Roman Jakobson sotto pseudonimo, sulla cui copertina la donna creò un collage a forma di cuore con su cucito un bottone bianco.

Nel cruciale 1917 la pittrice risulta fra i fondatori della società Supremus, sodalizio guidato dall’ideatore del suprematismo Kazimir Malevič, autore del celeberrimo Quadrato nero, principio di una nuova forma di arte pittorica. Il quadro viene presentato alla mostra futurista 0,10 di Pietrogrado. Alla esposizione artistica prende parte, assieme a tanti altri avanguardisti, anche la Rozanova con la tela Metronomo, oggi conservata alla Galleria Tret’jakov di Mosca.

“Con Suprematismo intendo il primato del sentimento puro nell’arte creativa. Per il Suprematista, i fenomeni visivi del mondo oggettivo sono, di per sé, privi di significato; l’elemento significativo è il sentimento in quanto tale, indipendentemente dall’ambiente in cui viene suscitato.” (K. Malevič)

Metronomo (1915) Foto di Ol’ga Rozanova – http://www.tretyakovgallery.ru/ru/collection/_show/image/_id/2431 di pubblico domino condivisa via Wikipedia

Col suprematismo inizia una nuova fase dell’esperienza di ricerca artistica di Rozanova, grazie a un movimento innovativo, emancipato da fini pratici ed estetici e dalla rappresentazione oggettiva della realtà, fondato sull’utilizzo libero delle più elementari figure geometriche e volto alla totale semplificazione degli elementi figurativi.

Sono gli anni più fiorenti della sua produzione artistica, destinata però a interrompersi presto.

Olga Rozanova, Ksenija Boguslavskaja e Kazimir Malevič alla mostra 0,10 di Pietrogrado (1915-16) Foto di Unknown author – http://www.artic.edu/aic/resources/resource/3031 di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

La scomparsa prematura e l’eredità

Allo scoppio della Revoljutsija, l’artista sostiene il bolscevismo, convinta, come altri, che la sommossa popolare avrebbe favorito l’affermazione definitiva della nuova arte. Nel ’18 entra a far parte del neocostituito comitato della sezione arti figurative del Commissariato del popolo per l’istruzione e lavora alle decorazioni per la Festa dei lavoratori e agli striscioni e agli slogan per l’anniversario della Rivoluzione. In questo periodo Olga Rozanova contrae la difterite, spegnendosi il 7 novembre 1918 all’ospedale Soldatenkovskaja di Mosca. Aveva soli trentadue anni. 

Negli anni successivi alla scomparsa, le sue opere sono state esposte in numerose mostre d’arte in Russia e in altri paesi. Tra queste la Prima esposizione russa d’arte presso la galleria Van Diemen di Berlino nel 1922 e la mostra Arte contemporanea russa al Museum of Modern Art di New York nel 1925.

In tempi relativamente più recenti, retrospettive dedicate a Olga Rozanova sono state organizzate a Mosca, nel 1991, presso la sala espositiva dell’Unione degli artisti, e, entrambe nel 1992, al Museo statale russo di San Pietroburgo e al Museo d’arte di Helsinki. Nel 2021 alcune tele sono entrate nella mostra itinerante Women in Abstraction, partita dal Centre Georges Pompidou di Parigi. I suoi lavori avanguardisti sono conservati in diversi musei soprattutto russi e dei paesi dell’ex blocco sovietico.

Volo di un aereo (1916)

Foto di Ol’ga Rozanova – https://thecharnelhouse.org/2015/02/10/women-of-the-russian-and-soviet-avant-garde/olga-rozanova-non-objective-composition-flight-ofanairplane-1916-oil-on-canvas-118-x-101-cm/ di pubblico domino condivisa via Wikipedia

Antonio Pagliuso

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