Proposta nel 2023, la candidatura della cucina italiana a Patrimonio dell’umanità Unesco è sempre più vicina al lieto fine. Giunto dalla commissione tecnica il primo ok verso la nomina definitiva che potrebbe arrivare a dicembre in India.
È arrivato il primo sì dalla giuria tecnica per la proposta della cucina italiana a Patrimonio dell’umanità Unesco.
La cucina italiana è una eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, patrimonio condiviso, rito collettivo e valore culturale identitario che unisce 60 milioni di italiani e 80 milioni di italiani e loro discendenti che vivono all’estero.
La cucina italiana verso il riconoscimento di Patrimonio Unesco
L’Organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura ha diffuso la valutazione tecnica del dossier “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” presentato nel 2023 dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Agricoltura per decretare la cucina italiana Patrimonio dell’umanità Unesco. Gli esperti hanno dato parere positivo, consigliando quindi l’inserimento della cucina italiana nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
L’iter concluderà a dicembre a Nuova Delhi
Espresso favorevolmente l’organo tecnico, ora si attende la decisione finale che sarà assunta dal comitato politico dell’Organizzazione. La scelta arriverà nel corso della sessione annuale Unesco del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale prevista a Nuova Delhi fra l’8 e il 13 dicembre prossimi.
In caso di un nuovo giudizio positivo, la cucina italiana diventerebbe la prima cucina del mondo a conquistare il prestigioso riconoscimento.
I Patrimoni immateriali Unesco dell’Italia
Già leader del Patrimonio mondiale Unesco con 61 siti iscritti – ultime entrate, a luglio scorso, le domus de janas della Sardegna –, l’Italia punta a rafforzare la sua posizione apicale anche nella lista dei patrimonio immateriali. Inseriti finora nella lista 20 patrimoni.
Fra questi se ne incontrano altri di carattere gastronomico come la dieta mediterranea, l’arte del pizzaiuolo napoletano, la caccia e cavatura del tartufo e la vite ad alberello di Pantelleria. Ultime eccellenze italiane iscritte nella particolare lista: il Canto lirico italiano, l’Irrigazione tradizionale in Alta Val Venosta, la Transumanza e l’arte campanaria tradizionale.
Antonio Pagliuso
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