Iosif Brodskij, cronaca di un russo in America

Iosif Brodskij, cronaca di un russo in America

Già tratto in arresto con l’accusa di parassitismo per via della sua scarsa socialità, nel 1972 Iosif Brodskij – futuro premio Nobel per la letteratura – si trovò costretto a emigrare in America, in bilico tra la patria cui sentiva di appartenere e la nuova terra che lo accoglieva.

Oggi parliamo di Iosif Aleksandrovič Brodskij (1940-1996), poeta e drammaturgo russo naturalizzato statunitense che, nell’opera in inglese La musa in lutto (The Keening Muse), si autodefiniva “orfano di Achmatova”, per sottolineare il debito intellettuale nei confronti della grande poetessa e, in generale, dell’acmeismo.

Le prime liriche di Brodskij contengono versi di sperimentazione e, pur non dedicandosi a una poesia militante e non trattando temi di politica scottante, entrò nel mirino della censura, tanto che nel 1964, in seguito a una potente campagna denigratoria nei suoi confronti, fu arrestato con l’accusa di parassitismo a causa del suo stile di vita antisociale.
La dimensione emozionale dell’autore nel periodo dell’arresto si riflette anche in molte delle sue poesie. In aiuto allo scrittore intervennero diversi membri dell’intelligencija e il suo diventò un vero e proprio caso sull’importanza dei diritti civili che vide l’opposizione degli intellettuali contro l’autorità statale.

L’esilio in America

Nel 1972 il KGB costrinse l‘autore a emigrare in America.
In esilio, Brodskij si trovò in una posizione difficile, in bilico tra il paese a cui apparteneva, diventato solo un ricordo, e una nuova terra accogliente, garante di una serenità molto spesso artificiale. L’esilio ha una forte eco nella sua opera, infatti abbiamo testimonianza di questi intimi pensieri dello scrittore nella raccolta di saggi Profili di Clio, in cui l’autore afferma che pur avendo conquistato la libertà, nel momento della scrittura si sente ancorato al mondo del suo passato e i versi che produce non sono altro che una copia di quelli già composti.

Probabilmente avrete già sentito parlare di questo grande personaggio, premio Nobel per la letteratura nel 1987, sepolto proprio in Italia, nel cimitero di San Michele a Venezia, per suo espresso desiderio.

Valentina Balestra e Denise Simonetti (Slaviste col rossetto)

Sergey Bermeniev, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons