Recensione: “La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante

Recensione: “La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante

La vita bugiarda degli adulti e l’elemento comune tra l’ultimo romanzo di Elena Ferrante e la fortunatissima serie de L’amica geniale.

Soppesando questo nuovo incredibile regalo della scrittura di Elena Ferrante, La vita bugiarda degli adulti, anche chi di solito disdegna i best sellers deve rassegnarsi ad ammettere che la fama che scala le classifiche non è sempre e solo quella delle meteore o delle operazioni di mercato. Le qualità di quest’autrice, nota anche per il proprio riserbo, non sono comuni né facilmente catalogabili. E non solo sta lassù in cima davvero da troppo tempo perché chiunque possa ignorarla, ma dimostra, con questo nuovo libro, di non avere davvero nessuna intenzione di scendere.

Leggendolo si capisce subito che la sua scrittura rimane onesta, e soprattutto coerente con se stessa: è inalterato l’anelito a disvelare il mondo oscuro dell’infanzia, l’acume nell’indagare le relazioni, lo stile semplice e ricco nello stesso tempo, la capacità di immergersi completamente nella realtà di una Napoli viva, trascinandoci dentro il lettore con tutte le scarpe, al di là della sua personale esperienza di luoghi e atmosfere.
Sono queste le doti che hanno reso giustamente la Ferrante l’autrice italiana più popolare del nostro tempo, e le ritroviamo in quest’opera non solo inalterate, ma declinate in un modo così originale da farci riflettere sulla natura del suo talento, che è capace di crescere e di attraversare metamorfosi infinite, senza smentirsi mai.

La vita bugiarda degli adulti, infatti, è quella scoperta da Giovanna, che non è una ragazzina del popolo come le eroine de L’amica geniale, ma che vive invece a cavallo fra due mondi: la Napoli per bene dei quartieri alti dove la sua famiglia vive, e quella degradata nella quale il destino la spingerà, in un percorso doloroso di scoperta che segna il suo burrascoso passaggio dall’infanzia all’adolescenza, alla ricerca di un modello a cui somigliare, che non è evidentemente di facile reperibilità.

Ma se la trama è molto diversa, e le caratteristiche si trasformano sempre, qual è davvero l’elemento comune, il marchio di fabbrica che Elena Ferrante appone su tutti i suoi gioielli? È semplice: leggendo la Ferrante non ci si stanca mai.
In altre parole, c’è qualcosa nel suo stile che fa venir voglia di girare la pagina, di continuare a leggere, non importa per quanto tempo, non importa fino a dove. E la cosa non è passata inosservata agli editor di e/o che hanno subito messo in luce quest’aspetto nel promuovere la fortunata e apparentemente interminabile saga che l’ha resa famosa. Anche La vita bugiarda degli adulti si avvale, indubbiamente, di questo inestimabile pregio stilistico, che per ogni scrittore – ma anche per ogni lettore – rappresenta una merce rara.

Leggere questo libro dunque fa bene, sia perché regala una lettura “golosa”, sia perché è un invito continuo a cercare di carpire il segreto che ci tiene incollati per ore a ogni singola nuova parola.

Giulia De Sensi