Recensioni: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin

Cambiare l’acqua ai fiori è il titolo del nuovo romanzo di Valérie Perrin, edito dalle edizioni e/o. Protagonista della storia è Violette, moglie, madre e guardiana del cimitero di Brancion-en-Chalon che cura come fosse un giardino.

 

Cambiare l’acqua ai fiori narra la storia di Violette Toussaint, una donna gentile e solare che vive nel sud della Francia. Violette è la guardiana del cimitero di Brancion-en-Chalon, che gestisce con cura come fosse un giardino e la sua anima. Le giornate in questo paesino sperduto della Borgogna si susseguono tutte uguali, finché da Marsiglia arriva un poliziotto per far seppellire la madre recentemente scomparsa.

Questo è il punto da cui prende il via l’intreccio narrativo del libro, composto da numerosi flashback costruiti con grande maestria da Valérie Perrin. La trama prende vita e quello che sembrava essere un mero romanzo rosa si trasforma in un giallo ricco di sfumature e personaggi che si svelano poco a poco.
La stessa Violette è un personaggio molto complesso, fatta di ombre e luce, estate e inverno, come il suo guardaroba. Violette è moglie, madre, è guardiana delle vite degli altri, ma non della propria.

“Ci sono varie vite in una vita”.

Nel romanzo non mancano di certo le risate, i dolci ricordi di una madre ed il dolore con cui tutti prima o poi andiamo a scontrarci. È attraverso Violette che tutte queste emozioni prendono vita e forma.

L’abilità di Valérie Perrin sta proprio nella delicatezza con cui trasferisce questi sentimenti nelle pagine del suo romanzo e li trasforma in parole e vita vera.

È qui, a mio parere, la chiave di lettura che svela il successo mainstream di Cambiare l’acqua ai fiori, vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, con la seguente motivazione: “Un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

Silvia Longo